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| L'editoriale di Travaglio |
| Ci sono 1280 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il Oggi alle ore 05:08:54 da Dino Risposta: CARLETTO FALCONE Editoriale di Marco Travaglio 24 maggio 2026 Rompendo la monotonia delle commemorazioni di Capaci, Carlo Nordio è salito sul piedistallo delle vittime e si è paragonato a Falcone. Tipo i mitomani che ai matrimoni vorrebbero essere la sposa e ai funerali il morto. Testuale: ?Io mi sento magistrato prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia?. Ecco: lui prima e Falcone dopo. Il fatto che, oltre a rischiare la vita, Falcone l?abbia anche persa, mentre l?unico pericolo che corre Nordio è una cirrosi epatica da spritz, è un dettaglio. I cerimonieri prendano buona nota affinché dall?anno prossimo ogni lapide, targa, cippo e monumento commemorativo ricordi non solo Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, ma anche Nordio. La Storia, malgrado le vili censure che da oltre 40 anni oscurano il suo ruolo decisivo nella lotta al terrorismo politico e mafioso, parla chiaro. Più che dalla coppia oleografica Falcone-Borsellino, i piani alti del crimine hanno sempre saputo che il pericolo pubblico numero 1 o al massimo 2 non era a Palermo, ma a Venezia. E furono sempre ossessionati dal duo Falcone-Nordio. Giovanni non muoveva un passo senza consultarsi con Carletto, allievo prediletto e poi maestro e spirito guida. Nel 1989 il vero bersaglio del fallito attentato all?Addaura non era né Falcone né i colleghi svizzeri Carla Del Ponte e Claudio Lehmann, ma Nordio, atteso sulla scogliera per l?apericena. E nel 1992, dovendo scegliere quale pm colpire per primo, Riina e gli altri boss restarono a lungo incerti tra Falcone e Nordio. Poi optarono per il primo, ma subito si pentirono di aver trascurato l?implacabile castigamatti lagunare, terrore di ogni cosca e brigata. Una grave sottovalutazione che pagarono cara e salata. Scampato per miracolo alla strategia stragista, Nordio infilò un?indagine più clamorosa dell?altra (ora non ce ne sovvengono, ma solo per l?odiosa censura che lo perseguita) e infine, raggiunta la meritata pensione, coronò la trionfale carriera col ministero della Giustizia. E, per i criminali d?alto bordo, furono dolori: nel solco dell?amico Giovanni, Carletto depenalizzò l?abuso d?ufficio, imbavagliò stampa e toghe, e soprattutto limitò le intercettazioni (non più di 45 giorni, anche per cercare boss latitanti da 45 anni). Celebre la frase: ?I veri mafiosi non parlano al telefono per paura delle intercettazioni e del trojan?. Poche ore dopo fu arrestato Messina Denaro grazie alle intercettazioni e al trojan e qualcuno osò canzonare il ministro per l?incauta affermazione. Ma era la classica finta del fuoriclasse per disorientare l?avversario. Il Fatto Quotidiano © 2009 - 2026 SEIF S.p.A. - C.F. e P.IVA 10460121006 foto dal web |
| Natale |
| Ci sono 2 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 31/12/2025 alle ore 17:13:05 da Ilaria Risposta: Buone feste a tutti! |
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