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UFFICI PUBBLICI:

Ufficio informazioni - 0564 809400
Comune di Isola del Giglio - 0564 806064
Polizia Municipale - 0564 809232 
Comune- Uff. Commercio - 0564 809517 
Carabinieri - 0564 806115
Guardia di Finanza - 0564 809395
Corpo Forestale - 0564 812551 
Capitaneria di P. S. Stefano - 0564 812529 
Capitaneria I. del Giglio- 0564 809480

"Tratto dal Catalogo Pro Loco Isola del Giglio"

Colori Sapori e Storia,
ecco in sintesi l'Isola del Giglio!

Situata al centro del Mar Tirreno, a sole 11 miglia dal Promontorio dell'Argentario, racchiude nei suoi 21,21 kmq " Un tesoro tutto da scoprire"; Il suo clima mite favorisce ai visitatori una vacanza piena di sorprese in tutte le stagioni, a stretto contatto con una realtà ancora genuina ed incontaminata come solo in pochi altri luoghi si può ancora trovare.
Il mare cristallino color smeraldo, con i suoi fondali ricchi e pescosi, fanno da cornice ad un territorio per il 90% ancora selvaggio, che invita ad avventurarsi per i molti percorsi pedonali. Fatta eccezione per il promontorio del Franco (caratterizzato da calcari cavernosi triassici e quarziti del paleozoico), l'Isola è costituita quasi esclusivamente da quarzomoniti (granito), ed ha natura prevalentemente montuosa, la sua dorsale raggiunge il punto massimo nel Poggio della Pagana (496 m slm) da dove si gode, in particolare nelle giornate più terse, un panorama mozzafiato sull'arcipelago.
L'Isola ospita una ricca flora mediterranea, le specie botaniche rinvenute dallo studioso S. Sommier (1900) sono quasi 700 tra le quali alcune particolarmente rare ed endemiche. Lussureggiante tutto l'anno, da marzo a giugno è un'esplosione di colori e di intensità di profumi che "rapiscono" tutti i sensi. Il Giglio ospita anche alcune rare specie animali tra le quali il Discoglosso sardo (rana), il Falco Pellegrino, il Gabbiano Reale e Corso, sono invece completamente assenti la vipera ed altri animali velenosi.
Ma uno dei fondamentali privilegi dell'Isola consiste nella varietà delle coste, che si sviluppano per 28 km, una costa che alterna scogliere di granito levigato a baie, calette e spiagge sabbiose, offrendo quasi sempre, la possibilità di spostarsi al ridosso e di fare il bagno in acque tranquille dal lato opposto a quello battuto dal vento. 
Insomma l'Isola del Giglio è davvero un tesoro tutto da scoprire, l'Isola è la meta ideale per tutti coloro che amano un rapporto genuino con la natura ed il rustico ambiente paesano, il mare, le passeggiate, il bird-watching, i minerali e l'affascinante mondo sottomarino. Ad ognuno la scelta della propria dimensione, per ritagliarsi su misura la propria vacanza ideale in questo mondo che ogni mattina ci va sempre più stretto. 

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Colours, aromas and history
are the three elements that encapsulate the Island of Giglio.
"From the Catalogue of the Municipal Tourist Board, Isle of Giglio"
Translation by Gianluca Fanciulli

The island, situated in the centre of the Tyrrhenian Sea, hides in its interior a 'hidden treasure'. The tourists, thanks to its mild climate, are able to enjoy a holiday full of surprises during any season, at close contact with pure and unspoiled nature, which is not easy to come by elsewhere.
A crystal clear sea, which is of an emerald green shade and teeming with underwater life and, surrounds a land, of which a high percentage is still wild (90%). The island is almost totally constituted by granite, with the exception of the promontory of Franco, which is characterized by limestone and Palaeozoic quartzite. It is also almost totally mountainous, with a maximum peak, the Poggio della Pagana, measuring 496m, little more then 1500 feet. From the top, particularly during clear weather, a spectacular panorama can be seen.. Possibly, the most interesting feature of the island is the variety of its 28 kilometres of coastline, which alternates cliffs of smooth granite, with coves, bays and sandy beaches, and that always allow the excursionists the chance of finding a sheltered place. 
Indeed, the island is a real hidden treasure, for people who have a genuine relationship with nature, with friendly locals, walks, bird-watching, minerals and the underwater world.


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"Tratto dal Catalogo Pro Loco Isola del Giglio" 

Nata 4,5 - 5 milioni di anni fa, il Giglio, deve alla sua posizione geografica "strategica" l'origine della sua storia avventurosa e contesa. Già abitata dall'età della Pietra e successivamente scelta dagli Etruschi come probabile avamposto militare, Il Giglio visse uno dei momenti di maggior splendore sotto il dominio Romano della Famiglia dei Domizi Enobardi, proprietari della monumentale Villa patrizia sita in loc.Castellari, (oggi visitabile soltanto la cetaria) diventando un nodo marittimo fondamentale negli scambi fra le Province, come dimostrano i numerosi relitti nelle acque antistanti l'Isola, e le menzioni nella letteratura dell'epoca (Giulio Cesare "De Bello Civili I" - Plinio "Historia Naturalis" - Antonino Augusto "Itinerarium Maritimum" Rutilio Namaziano). Nell'805 Carlo Magno donò l'Isola all'Abbazia delle Tre Fontane, ma dopo varie vicende passò agli Aldobrandeschi, ai Pannocchieschi, ai Gaetani, agli Orsini e al Comune di Perugia. Nel 1241 nelle acque Gigliesi, la flotta di Federico II distrusse quella Genovese che portava a Roma i Prelati per il Concilio convocato da Gregorio IX contro lo stesso Imperatore. Dal 1264 l'Isola fu tenuta dai Pisani, ai quali si deve la struttura urbanistica di Giglio Castello. Nei secoli successivi, l'Isola subì numerose dominazioni compresa quella dei Medici di Firenze dagli inizi del XV secolo . Purtroppo in quel periodo, l'Isola subì numerose scorribande saracene, una delle più disastrose ad opera del Pirata Khair ad-Din detto il Barbarossa. Il 18 novembre 1799 segna la fine delle incursioni barbaresche nonché l'eroica vittoria dei Gigliesi contro i "Turchi". Da questo momento inizia un periodo più tranquillo, che favorì una ripresa economica e demografica, con la ripresa dell'attività agricola e con l'inizio dello sfruttamento minerario (limonite, ematite, pirite) e l'apertura delle cave di granito, attività, entrambi, già in auge ai tempi dei Romani (molte colonne dell'antica Roma, e di alcune Basiliche italiane sono in granito del Giglio). In seguito alla chiusura della miniera di pirite nel 1962, ebbe inizio l'attuale realtà dell'Isola del Giglio: l'avventura "turismo". 

Da non dimenticare che il nome GIGLIO non deriva dal fiore né dalla dominazione Fiorentina, ma deriva dalla latinizzazione del vocabolo greco Capra ovvero Aegilium : Isola delle Capre

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Historical Outlines


"From the Catalogue of the Municipal Tourist Board, Isle of Giglio"
Translation by Gianluca Fanciulli


The island was conceived around 4,5-5 million years ago, and thanks to its strategic location was to witness an eventful and fascinating history. Already inhabited in the Stone Age, and subsequently used by the Etruscans possibly as a military outpost, Giglio went through one of its most important period under Roman rule, and in particular under the family of the Domizi Enobarbi. The latter built a monumental patrician villa, in the Castellari area, enabling the island to become a paramount commercial junction of maritime trade between the various Provinces. The importance of the island is highlighted by the recovery of numerous Roman shipwrecks as well as the several mentions in the literature of the time (Julius Caesar "De Bello Civili I"-Pliny "Historia Naturalis"-Antonius Augustus "Itinerarium Maritimum" and Rutilio Numaziano). In 805 AD, Charlemagne donated the island to the Abby of the Tre Fontane, and was subsequently acquired by the Aldobrandeschi, the Pannocchieschi, the Gaetani, the Orsini families and also by the town of Perugia. In 1241, in the waters nearby Giglio, the fleet of Frederick II destroyed a Genoese convoy that was carrying numerous prelates on route to Rome for a council summoned by Gregory IX and the Emperor himself. From 1264 onwards, the island became possession of the town of Pisa, who was instrumental in the foundation of the urban settlement in Castello. During the following centuries the ownership of the island shifted many times and eventually came to rest in the hands of the Medici Family from Florence. It was under their rule that Giglio underwent several piratical raids at the hands of the Saracens, the most terrible being the one of Khair ad-Din, better known as Barbarossa. The last of these raids occurred on November 18th 1799 and was to be the only Gigliese victory over the "Turks". Since then the island saw a period of peace that favoured an economic recovery, boosted by an increased agricultural production, the exploitation of iron and hematite ores and by the renewed emphasis on stone quarries. Both mining and the extraction of granite were popular at the time of the Romans as testified by the many stone columns that can be found in many churches of Rome and in other various Italian basilicas. The closing down of the mines in 1962 triggered a new beginning for the island characterized by the current shift towards the tourist industry


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Si ringrazia la Pro Loco dell'Isola del Giglio per averci fornito i testi tratti dal "Catalogo Pro Loco Isola del Giglio" 1999

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