LORO NON SCRIVONO. VOI CONDIVIDETE. lunedì alle 21.38 ......Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere. Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.
E mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì.
Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.
Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.
E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."
Loro non scrivono voi condividete
Non ci sono parole per commentare il pezzo ripreso da FB dice tutto. Questo è il governo che abbiamo noi!!!
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di fronte ad una situazione simile, la domanda è una sola: che fare? la denuncia ai mezzi d'informazione, coi giornalisti sulle ginocchia (con le eccezioni, s'intende, che però son poche) serve a poco. chiedere aiuto ai partiti? sono in tutt'altre faccende affaccendati (con le eccezioni, s'intende, che però son poche anche queste).
forse sarebbe ora che, di fronte ai soprusi o alle ingiustizie più evidenti, i deboli, gli oppressi e gli emarginati, invece di delegare a mezzi di comunicazione e partiti, prendessero in mano i loro destini e agissero motu proprio. demagogia? retorica? può darsi. ma forse è arrivato il momento di dire che ribellarsi non solo è giusto, ma anche possibile. basta volerlo.
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Quando dico qua` e la` che F.B. bisogna evitarlo come la peste dato che (secondo me) e` nato esclusivamente per il controllo sociale o vengo ignorato o vengo preso per visionario. Troppi gli "arbitri che si concede.
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7/7/2010 (14:20) - PROTESTA CONTRO L'OBBLIGO DI PAGARE LE TASSE NELLE ZONE DEL SISMA Corteo dei terremotati dell'Aquila Tre feriti negli scontri con la polizia
L'ira dell'Aquila Scontri e tensioni al corteo di Roma
Nella capitale 5 mila persone Fischi al governo e a Bersani Cialente: "Ci hanno calpestati" ROMA Sono arrivati fin sotto il Senato, dopo aver marciato sotto la residenza di Berlusconi e aver sfidato i blocchi della polizia in piazza Venezia. Migliaia di aquilani, a Roma per protestare contro l’atteggiamento del governo sul post-sisma, hanno incendiato la capitale con un lungo corteo che, in alcuni momenti, si è scontrato contro il cordone della polizia. A metà giornata il bilancio parla di tre feriti, e di una situazione che nonostante gli appelli del sindaco dell’Aquila Cialente si è fatta incandescente.
Gli aquilani sono arrivati nella capitale con i pullman per chiedere al governo la sospensione delle tasse, più lavoro per i terremotati e Più sostegno all’economia dei territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009. Le misure chieste- hanno spiegato- dovranno essere inquadrate in una legge organica, che preveda procedure snelle ed efficaci per la ricostruzione, finanziamenti certi attraverso tassa di scopo o contributo di solidarietà. La giornata, inizialmente pacifica, ha cambiato volto intorno alle 11, quando due blindati dei carabinieri hanno chiuso ermeticamente l’accesso a via del Corso da piazza Venezia ma un gruppo, un centinaio di persone, ha cercato lo stesso di superare lo sbarramento ed è entrato in contatto con le forze di polizia.
Tafferugli e spintoni, mentre il sindaco Cialente, appena ricevuto da Schifani, cercava di riportare la calma. Chi è riuscito a superare il blocco è arrivato fin sotto Montecitorio, dove alla manifestazione si è aggiunto il leader Idv Di Pietro. I manifestanti esibivano cartelli contro il Governo e i suoi principali esponenti. «Onna distrutta e tassata», si leggeva su uno striscione, «Chiodi non pazzia», su un altro. A piazza Colonna è spuntato anche il segretario Pd Bersani, accolto dai fischi. «Vergogna, buffoni, ci avete lasciati soli», hanno urlato gli aquilani. «Ci ha abbandonati anche l’opposizione». Bersani, dal canto suo, ha criticato il governo che, ha detto, «non può far trovare la polizia davanti al Parlamento».
La situazione, dopo alcuni momenti di tensione davanti a Palazzo Grazioli, è tornata alla normalità nel pomeriggio. - «È stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le Forze dell’ordine. Sono sconvolto per aver visto in prima fila professori universitari, noti imprenditori e pensionati, ovvero gente normale, che nella vita mai avrebbe pensato di trovarsi al centro di scontri del genere», dice amareggianto Cialente. «Io mi sono trovato in mezzo agli scontri fra le Forze dell’ordine e i manifestanti, ho cercato di sedare gli animi e per questo sono stato calpestato e ho preso un po’ di botte. Oggi è andato in scena il dolore e il terrore di una città e quello che è accaduto, ovvero caricare gente tranquilla che vuole solo manifestare non è stato uno spettacolo edificante».
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Parole bellissime contro l'autoritarismo intrallazzino del "governo" verso gli abruzzesi su indymedia (li` non cancellano i post scomodi al potere)
Maledetta sia la vostra violenza. L’Aquila tornerà a volare Sia maledetta la vostra violenza, la violenza dei vostri manganelli. Mercoledì siamo scesi a Roma in migliaia, con la nostra voglia di vivere, la nostra determinazione, l’amore per la nostra terra, l’amore per il futuro della nostra terra. E abbiamo trovato i vostri maledetti manganelli, l’oscena violenza del vostro potere......
La lettera della madre di una bambina disabile per raccontare la politica del governo verso i più deboli
FLAVIA AMABILE
Marina Cometto è una lettrice del mio blog da molto tempo. E' madre di una bambina disabile e qualche giorno fa mi ha inviato questa lettera
Questa persona che vedete assistita dai genitori si chiama Bottigelli Claudia , è mia figlia ,ha 37 anni e a causa di un parto male assistito e di conseguente assenza di riabilitazione efficiente, di rete sanitaria sollecita, di Società cieca e ottusa vive la sua vita in famiglia , famiglia che è riuscita comunque a superare molte delle difficoltà offerte generosamente dalla burocrazia, dall’ignoranza degli addetti ai lavori , e dall’ arroganza della politica .
Ora l’ennesima ingiustizia e penalizzazione , i controlli sulla sua invalidità , si stanno investendo milioni di euro per cercare i falsi invalidi e visto che non ci riescono vessano quelli veri .
Gli uffici ASL , il medico di famiglia, gli ospedali del territorio sono stracolmi di documentazione che attesta la disabilità di mia figlia, autorizzazioni per pannoloni, sondini, aspiratore, scarpe ortopediche ,sedie a rotelle , saturimetro, ricoveri, visite .
L’Inps stessa ha verificato anni fa la patologia irreversibile di mia figlia quando è stato richiesto l’assegno per il nucleo famigliare da mio marito che era andato in pensione.
Certo chi pensa di fare una sanatoria con autodenuncia per chi ha truffato e truffa lo Stato sulle spalle dei cittadini con disabilità non può arrivare a pensare che ci possono essere metodi più umani e consoni per la valutazione della permanenza delle condizioni che hanno dato adito al riconoscimento dell’invalidità , controlli incrociati tra gli Enti ad esempio, visite domiciliari .
Mia figlia sarebbe esente ai sensi del DM DEL 2 AGOSTO 2007 dalle visite di controllo per il comma 8 e il comma 10 , ma invece mi si richiede la documentazione che riconfermi le sue patologie, siamo , sono completamente andati fuori di testa , sparano sul mucchio , facendo ulteriori danni a chi già li subisce ogni giorno.
Qualcuno più titolato di me ha calcolato approssimativamente che la spesa che l’INPS affronterà solo per l’assunzione di 488 medici legali sarà di circa 15 milioni di euro , così si risparmia il denaro pubblico?
Sembra quasi una ritorsione verso i cittadini disabili che hanno osato ribellarsi a misure inique e ingiuste che si volevano mettere in atto verso le persone con disabilità-
Nel nostro paese è il malaffare a farla da padrone? Non riusciamo a scoprire i falsi invalidi e allora penalizziamo quelli veri , quelli che sopravvivono solo perché hanno le famiglie che li assistono e li mantengono e certo non si arricchiscono con l’indennità d’accompagnamento e la pensione d’invalidità .
Io non mi vergogno di essere italiana come ho sentito molti dire in questi giorni, anzi ne sono orgogliosa , provo vergogna per chi mette in moto simili machiavellici abusi e soprusi e mi chiedo come possano guardarsi allo specchio e essere orgogliosi del loro operato.
Saluto i miei compagni d’avventura ,
Marina Cometto
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una cosa tremenda: viene un senso di ribellione contro questri soprusi incredibili, indegni di una società cosiddetta civile. e un senso di vergogna per essere un italiano.
qui in francia le barriere architettoniche sono ridotte al minimo e i disabili non sono vessati in questa maniera da autorità sanitarie e previdenze sociali.
la securité sociale, in francia, è molto vigile ed il problema dei falsi invalidi è pressoché inesistente. una volta accertata l'invalidità permanente di un disabile, non lo si tormenta più con controlli umilianti per la persona, i familiari e la stessa società civile.
in italia, paese dalle riforme e dalle rivoluzioni solo lessicali, il portatore di handicap è chiamato ipocritamente "diversamente abile" e questo è il trattamento che riceve.
in francia, assistiti e curati, i "diversamente abili" sono chiamati "handicapés"!
capìta, la differenza?
Firma di taralla
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