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Mauro
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Inserito il - 11/07/2010 : 18:09:25
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Rating un brutto nome per qualcosa tanto (troppo) importante di Mauro Schiano
Nelle settimane scorse siamo stati subissati da una lunga appassionata serie di messaggi sublimali sulle agenzie di rating, cioè quelle che valutano la affidabilità di un Paese o di una società. Un amico mi ha chiesto di fare una ricerca e di approfondire un poco la loro storia ed il loro presente. Questa l’estrema sintesi….
Le agenzie di rating che risulterebbero operanti a livello mondiale sono essenzialmente tre: Standard & Poor, Moody’s, e Fitch. Nel tempo si sono divise il 96% del mercato del rating: insieme danno voti, distribuiscono pagelle, sulla solvibilità dei debiti, innalzano o declassano Stati e società importantissime .
Il loro giudizio sembra oracolo, la loro influenza è somma, la loro potenza enorme. Ma chi sono e da dove vengono queste tre giudicatrici da cui paiono dipendere i destini e le fortune di tanti Stati e di centinaia di milioni di persone?
Tutte e tre le agenzie non sono enti morali ma società private a scopo di lucro. La Moody’s, nasce nel 1909 come guida alle centinaia di compagnie ferroviarie americane: ne passa al setaccio i bilanci, ne studia gli investimenti e dà loro un voto basato sull’affidabilità. Sette anni dopo viene seguita dalla Standard Company (poi fusa con la Poor’s) e poco più tardi dalla Fitch.
Con la crisi del 1929 il rating sulle obbligazioni diventa obbligatorio: le banche cioè possono acquistare solo obbligazioni certificate dalle tre agenzie. Qualunque impresa, banca, compagnia di assicurazione, fondo comune, ed anche Stato che voglia mettere sul mercato un’obbligazione per autofinanziarsi deve cercare di strappare un voto positivo alle agenzie di rating sulla affidabilità: senza quel voto, è sostanzialmente impossibile raccogliere denaro sul mercato.
La loro valutazione ha effetti rilevanti: quando abbassano il rating di aziende o soggetti pubblici particolarmente indebitati (come è successo di recente per la Grecia o il Portogallo) il mercato produce un veloce rialzo degli interessi applicati ai prestiti in corso e un conseguente aumento degli oneri finanziari.
Una società per azioni o uno Stato che vuole piazzare i titoli di credito (i famosi BOT per intenderci) è indotto perfino a cedere beni di sua proprietà a qualsiasi prezzo pur di evitare un peggioramento del rating, così come sotto una certa soglia di rischio le banche ed altri soggetti sono indotte a liberarsi di certe obbligazioni, anche a costo di svenderle. Quindi il potere di queste agenzie è, allo stato attuale, enorme.
Il loro capitale azionario è in mano a fondi di investimento o emanazioni di banche d’affari, ma a pagarle – sembra un paradosso – sono gli stessi soggetti (aziende, banche, fondi, Stati) che aspirano a immettere obbligazioni sul mercato finanziario. Per usare un paradosso non tanto paradossale, come se pagassimo la commissione d’esame che deve giudicarci se siamo idonei o meno a conseguire il diploma.
Al di là del palese conflitto di interessi – ed in Italia ne siamo esperti – vi è l’effetto "bolla", cui le tre agenzie sembrano a loro volta soggette: quando le Borse vanno a gonfie vele, le tre agenzie tendono a conferire voti alti a tutti; quando la tendenza si inverte, usano la mano pesante. Ma potrebbe accadere anche il manifestarsi di strani ritardi nell’abbassare la valutazione – su questo stanno indagando negli USA – nel dare voti eccellenti a titoli spazzatura truffando gli investitori a beneficio delle banche d’affari.
Tuttavia l’effetto più forzato che un verdetto negativo da parte di queste agenzie può produrre è quello che succede ai cambi. È bastato qualche settimana fa un declassamento del debito pubblico spagnolo per far vacillare l’euro e un successivo martellamento sui debiti greco e portoghese per spingerlo sotto la soglia di 1,27, il livello più basso degli ultimi due anni.
Adesso, qualcuno in casa UE pensa di dotarsi di un’agenzia di rating europea per sottrarsi dall’abbraccio mortale delle tre giudicatrici, ma questa nuova agenzia sarebbe essa stessa al riparo dalle pressioni?
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Utente Maestro
  
    

Utente Valutato
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Inserito il - 12/07/2010 : 00:37:39
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Si scrive economia, si legge saccheggio delle risorse dell'umanita`.... trovo l'attuale "economia" letteralmente schifosa e letteralmente schifosi, i suoi rappresentanti piu` significativi.
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Utente Maestro
  
    

Utente Valutato
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Inserito il - 12/07/2010 : 00:58:56
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Ah dimenticavo di dare una mia risposta alla domanda di Mauro:
No non sarebbe affatto al riparo dalle pressioni, anzi... credo che siano alcune delle pressioni stesse che se la vogliano creare su misura.
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