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Dino
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PANDEMIA DI BALLE
Editoriale di Marco Travaglio
05 luglio 2026
Alcuni fatti documentati per difenderci dalle balle del Circo Barnum detto “commissione Covid” e dei suoi trombettieri a mezzo stampa e tv.
“Monopolio cinese sulle mascherine”. A inizio pandemia (febbraio 2020) ne servono milioni al giorno, ma l’Italia non ne fabbrica mezza. Tutta Europa le cerca: prezzi alle stelle. Il premier Conte nomina commissario Arcuri per riallestire la produzione nazionale e intanto trovarle all’estero. Solo 1/4 arriva dalla Cina e le forniture cinesi contestate sono 800 milioni di pezzi su 10,5 miliardi (il 7,6%). Poi a fine luglio l’Italia diventa autosufficiente, producendo 20 milioni di mascherine al giorno.
“Mascherine cinesi farlocche e pericolose”. No, tutte validate da Cts e Dogane. La Procura di Gorizia, su denuncia anonima e analisi di laboratori privati non abilitati, ne sequestrò 60 milioni perché non erano Ffp2: infatti erano Kn95, protettive come le altre secondo le norme e il Cts. Farlocche erano le analisi: usavano prove tecniche previste per Ffp2. Il Tribunale le dissequestrò e il gup di Roma archiviò: “Il fatto non sussiste”.
“Pagate 2, 3, 4 volte i prezzi di mercato”. Falso. Per Eurostat, l’Italia pagò le mascherine cinesi meno della metà rispetto alla Germania e 2/3 rispetto alla Francia.
“Conte favorì il suo socio di studio Di Donna”. Falso: Di Donna, docente alla Sapienza, collaborava allo studio Alpa, come Conte finché non divenne premier. Poi zero rapporti. I Carabinieri intercettano Di Donna e concludono: “Non sono state rilevate conversazioni intrattenute dal Di Donna con l’ex Presidente del Consiglio”. Il Gup archivia Di Donna nel merito, non per le modifiche di Nordio al traffico di influenze.
“Mascherine cinesi preferite a quelle meno care di Bianchi”. È la tesi di FdI e del “supertestimone” Dario Bianchi, ad di JC-Electronics a Colleferro, che nel 2020 fattura 4 milioni in materiali elettrici e s’improvvisa importatore di mascherine: a 2,20 euro (quelle cinesi costano 2,16). La Protezione civile gli fa un contratto da 22 milioni (il quintuplo del suo fatturato) per 10 milioni di Kn95. Poi arriva il commissario e scopre che la ditta in tre mesi ha consegnato solo il 15% dei pezzi, in parte non validati dal Cts o importati senza permessi: contratto rescisso per “inadempimenti”. Arcuri viene archiviato, anche su questo punto. Ma il Tribunale civile di Roma riconosce a Bianchi un risarcimento-monstre di 203 milioni (per un contratto di 22 onorato al 15%). L’Avvocatura di Stato chiede la sospensiva e appella l’incredibile verdetto. Ma prima che la Corte si pronunci il governo Meloni fa un decreto che dà 110 milioni a Bianchi e due giorni dopo firma la transazione. Bianchi va in tv e in commissione, ma tace sulla sommetta. Ora urge una commissione d’inchiesta sulla commissione d’inchiesta.
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Dino
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MA MI FACCIA IL PIACERE
Editoriale di Marco Travaglio
06 luglio 2026
Le sue prigioni. “Moretti in carcere: pittura, ceramica e l’enciclica del Papa. ‘Non spreco tempo, imparo qualcosa’” (Repubblica, 27.6). Silvio Pellico, Antonio Gramsci e Nelson Mandela gli fanno una pippa.
Severa autocritica. “Al centrosinistra servono voti e unità” (Matteo Renzi, In onda, La7, 28.6). In mancanza di entrambi, è la volta buona che si ritira dalla politica.
L’ucraina putiniana. “Ombre russe. Attentato di Montecarlo, per lo 007 Mancini c’è la mano del Cremlino”, “Giallo di Montecarlo, una pista russa. Yermolayev era nel mirino di Mosca” (Aldo Torchiaro, Riformista, 2.7). “’Una ucraina l’attentatrice di Monaco, è in fuga in Europa’. Identificata, ha una trentina d’anni e sa camuffarsi da uomo” (Ansa, 3.7). E pazienza, dài, anche stavolta andrà meglio la prossima.
Il Garante della Privacy. “Alfonso Signorini: ‘La gogna può uccidere. Il privato è sacro” (Giornale, 5.7). Per lui: per tutti gli altri c’è Chi.
The Genius. “Renzi è la soluzione, non il problema. Tutto il resto accanto, al centro o a sinistra del Pd è parcellizzazione” (Maurizio Guandalini, Huffington Post, 1.7). “Oggi il cretino è pieno di idee” (Ennio Flaiano).
Mai più senza. “Magi: ‘Pronti per un’alleanza al centro, non escludiamo l’accordo anche con Renzi’” (Repubblica, 23.6). Ecco, bravo, pòrtatelo a casa tua.
Politically idiot. “Più che una Elena Nera o un Achille trans, la vera rivoluzione sarebbe un Odisseo donna” (Silvia Ronchey, Robinson-Repubblica, 21.6). E Penelope l**b**a. E i Proci? Compro una consonante.
Buri(o)ni. “Siamo in mezzo a una fogna ripiena di pattume umano fascista e ignorante” (Roberto Burioni, X, 1.7). Mi sa che s’è imbattuto in uno specchio.
Bvava Cedevna. “Marianna Aprile le considero la Camilla Cederna del terzo millennio” (Luca Telese, Corriere della sera, 29.6). Ridateci il secondo.
Slurp/1. “Renzi vuol essere il regista del grande centro. E, francamente, sembra un’ambizione più che legittima”, “Se Renzi fosse appena un filo più affidabile, sarebbe il candidato premier ideale del centrosinistra. E, a paletti, il più bravo di tutti. Esperto e di intelligenza politica psichedelica, spavaldo e sicuro, di talento efferato, forse l’unico a poter vincere un duello televisivo contro il populismo di Meloni” (Fabrizio Roncone, Sette-Corriere della sera, 26.6. e 3.7). Se la bava uccidcesse, questo sarebbe un serial killer.
Slurp/2. “La nostra Stampa avrà come punto di riferimento Sergio Mattarella, per il suo equilibro, la sua saggezza, i suoi richiami contro le guerre, la difesa quotidiana dell’interesse nazionale” (Antonio Di Rosa, nuovo direttore della Stampa, 2.7). “Tutti gli stilisti di Giorgia. La presidente del Consiglio indossa solo capi italiani che sceglie personalmente. Lo stile è politica e si può usare per lanciare messaggi come faceva la regine Elisabetta” (Stampa, 4.7). “Penso che La Stampa debba essere un giornale ‘glocal’” (Alberto Leonardis, nuovo editore Stampa, Dagospia, 4.7). Ma glocal o slingual?
Testa di Chicco. “Moretti in galera? Sembra vogliano punire le élite in quanto élite” (Chicco Testa, Dubbio, 4.7). No, solo le élite che fanno morire 32 persone per mancanza di sicurezza.
Non sia mai. “Sentenze sovietiche. Moretti in galera: un precedente molto pericoloso” (Libero, 27.6). Potrebbe passare l’idea che la legge sia uguale per tutti.
Indovina indovinello. “Tommaso Foti: ‘La spesa per il Pnrr è arrivata a 143 miliardi’” (Messaggero, 2.7). E chi sarà stato mai a portarli in Italia? Ah saperlo.
Chiagni e Foti. “Pnrr giunto alla meta. Foti (FdI): ‘Smentiti i gufi che tifavano contro’” (Giornale, 1.7). Ma tipo FdI che votò sempre contro il Pnrr?
Manco le basi. “Crosetto: ‘I voli Usa dalle basi in Italia? Di più con Conte’” (Stampa, 2.7). Già, ma quelli erano per la guerra legale all’Isis, autorizzata da una risoluzione Onu; i tuoi per la guerra illegale all’Iran.
Fauna ittica. “Sfilata di ministri al 4 luglio trumpiano. La Russa: ‘Non siamo pesci in barile’” (Domani, 3.7). Ma solo per mancanza di barili.
Tutto è perduto. “Pensavo di fare il premier, poi ho perso tutto” (Luigi Di Maio, rappresentante speciale Ue per il Golfo Persico, Sette-Corriere della sera, 3.7). A parte quella poltroncina europea da 15mila euro netti al mese più annessi e connessi.
Il titolo della settimana/1. “Masha e Orso nel mirino dell’Estonia: ‘È uno strumento di propaganda del Cremlino’. Bufera su Netflix” (Giornale, 30.6). Quindi quello di Mollicone su Peppa Pig fu un figurone.
Il titolo della settimana/2. “L’urgenza umana di Accabadora. Murgia è diventata opera lirica” (Domani, 4.7). Che scadimento: una settimana fa era Vangelo.
I titoli della settimana/3. “’Matteo il modesto’: così la voglia di alleanza sta cambiando Renzi”, “Renzi si è stufato di essere Zen. Il ‘Kraken’ ora sta per sbottare. Di fronte agli attacchi la pazienza sta per finire” (David Allegranti, Dubbio, 20.6 e 3.7). Ma non mi dire: e adesso come facciamo?
Il titolo della settimana/3. “La Russia vuole invadere la Polonia” (Libero, 4.7). Uahahahah.
Il titolo della settimana/4. “Bus elettrici, cercasi punti ricarica” (Messaggero, 2.7). Magari cercansi: punti è plurale.
Il titolo della settimana/5. “Con Renzi o con Onorato? E +Europa si divide in due” (Sole 24 ore, 26.6). Ora si chiama Più o meno Europa.
Il titolo della settimana/6. “La Cassazione: ‘Corretto annullare l’uccisione dell’orso’” (Libero, 4.7). Quindi lo resuscita.
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