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 Intervista al vice presidente Sabatini
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Sinistra Ecologia Libertà

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Inserito il - 17/01/2012 : 19:01:46  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Sinistra Ecologia Libertà Invia a Sinistra Ecologia Libertà un Messaggio Privato Aggiungi Sinistra Ecologia Libertà alla lista amici  Rispondi Quotando
CORRIERE DI MAREMMA - 2012-01-15

Marco Sabatini Da Bordeaux alla politica “e non mi pento” A tu per tu col vice presidente della Provincia che nel 2009 ha lasciato la docenza all’università francese

#Giacomo D'Onofrio

GROSSETO - Quando nel 2009 Marras lo chiamò con sé in giunta come vice presidente della Provincia aveva 30 anni. Per i tempi dell’Italia una specie di “bambino prodigio” della politica. In Francia, dopo la laurea, lavorava come docente all’Università di Bordeaux. Lasciò tutto e tornò in Maremma. Un colpo di testa? “No - risponde Marco Sabatini - una scelta consapevole di cui non mi pento e per la quale non ho rimpianti. Quella in Francia è stata un’esperienza bella e gratificante, ma la politica mi ha sempre attratto e, nonostante tutto, ci credo ancora”. Originario di Porto Ercole, sposato, è anche giornalista pubblicista. “ Se la Provincia chiude? Vedremo, magari potrei tornare a scrivere sul Corriere”, sorride ricordando la sua importante collaborazione con questo giornale come corrispondente dal Promontorio.

In effetti, Sabatini, se non cambia linea la Provincia così com’è oggi è destinata a non esistere più. Che ne pensa?

“Non servono difese corporative e non voglio farne. La situazione però non è bella, perché è il segnale che non c’è consapevolezza del valore che un ente intermedio come la Provincia ha per i territori, tanto più se sono come il nostro: vasti, con poca popolazione, ma con molte potenzialità. Noi non abbiamo tirato i remi in barca e si sta andando avanti con gli stessi obiettivi e lo stesso impegno di prima, sperando che qualcosa di diverso accada e non perché - come qualcuno può essere portato a pensare - dobbiamo salvare la poltrona, ma perché l’esperienza di governo che stiamo facendo ci dice del valore di questa istituzione. Pensi al settore di cui ho la delega, il governo del territorio: Siamo proprio sicuri che spazzar via la Provincia sia positivo?”

Che rischi vede?

“Almeno tre. Il primo è che possa perdersi l’unicità della Maremma che, a livello urbanistico e non solo, stiamo esprimendo. Il secondo: s’immagina sull’urbanistica le pressioni a livello comunale e la distanza coi livelli regionali quali effetti potrebbero determinare? Si rischia una Regione che vede o tutto bianco o tutto nero e i Comuni soggetti a continue sollecitazioni. L’effetto potrebbe essere l’immobilismo o lo scempio. Penso, dunque, che le Province più che cancellate andrebbero potenziate”.

Volete togliere competenze ad altri?

“Non è per spostare la croce addosso ad altri enti, ma mi spiega che senso ha, ad esempio, tenere in piedi agenzie e consorzi con compiti che potremmo svolgere noi e che a loro volta hanno un presidente, un consiglio, altre strutture… E poi, scusi, in un Paese democratico la prima cosa da difendere sono proprio le istituzioni democraticamente elette. Se si riducono spazi di democrazia perché visti solo come un costo sa che cosa dico? Cancelliamo, allora, anche i consigli comunali e mettiamo il sindacopodestà: si fa prima, decide uno solo e si paga solo lui! Ma un Paese può essere governato solo con la logica del risparmio o c’è da salvaguardare anche la sostanza? Preferirei, anche come giovane, che si discutesse dell'assetto dello Stato nel suo complesso, per ridefinire ruoli e competenze e non che si procedesse solo con la logica del bianchetto: si cancella e via”.

Se domani le Province chiudessero cosa salverebbe di positivo di questa esperienza?

“Tante cose. Sicuramente la dimensione del confronto che c’è dentro l’ente, con le altre istituzioni, con le associazioni economiche e sindacali e con il mondo della rappresentanza di interessi diffusi. E’ un aspetto vitale, anche quando nel merito siamo su posizioni diverse. E poi porterei con me i risultati raggiunti, forse meno evidenti e tangibili di quelli di un Comune, ma essenziali per una crescita ordinata e consapevole del territorio. Penso all’approvazione in tempi rapidi del Piano Territoriale di Coordinamento, che è diventato la linea di riferimento per le politiche urbanistiche dei nostri 28 Comuni, alla base del quale c’è un’idea sostanzialmente condivisa di territorio. La pianificazione oggi è la precondizione per garantire uno sviluppo sano, intelligente, consapevole e servono risposte attente e con una tempistica adeguata”.

Lei ha anche la delega alle rinnovabili. Nei giorni scorsi Legambiente ha diffuso dati lusinghieri sullo sviluppo delle energie alternative in Maremma, seppure non manchino perplessità e critiche da chi vi accusa di voler trasformare la nostra campagna in una distesa di pannelli. da chi vi accusa di voler trasformare la nostra campagna in una distesa di pannelli.

“Rivendico alla Provincia il merito di aver individuato prima della Regione e del Governo i criteri guida per l’installazione di impianti di energia rinnovabile sul territorio. Sono molto soddisfatto del lavoro fin qui svolto, perché le rinnovabili sono cresciute molto, soprattutto negli anni 2010-2011, grazie alla certezza che abbiamo dato agli imprenditori attraverso il Ptc. Qualche difficoltà è sopraggiunta quando c’è stato il tentennamento del precedente Governo, arrivato molto tardi ad approvare le linee sulle rinnovabili costringendo poi la Regione Toscana ad adeguarsi in tempi molto stretti. Comunque oggi siamo a 50 megawatt già produttivi di fotovoltaico, oltre gli autorizzati 7-8 provenienti da biomasse”.

L’eolico però stenta. Perché?

“Intanto perché manca la materia prima: il vento. E poi perché non è considerata un’attività integrativa dell’agricoltura. Infine la vicenda del parco eolico di Scansano, con la battaglia innescata da alcune associazioni ambientaliste, ha certamente creato un clima poco favorevole alla sua incentivazione. La strada delle energie alternative è comunque irreversibile: nei giorni scorsi l’assessore regionale Bramerini ha detto che entro il 2020 la Toscana dovrà raddoppiare la produzione di energie rinnovabili. La Maremma c’è e vorrà esserci anche in futuro”.

In che modo?

“Dovremo riflettere e saper coniugare piccoli impianti diffusi e di vario tipo con interventi più ampi nel rispetto del territorio e dell’ambiente”.

Più facile a dirsi che a farsi…

“Serve che la politica sia consapevole, ci creda e prepari i cittadini ai cambiamenti, rendendoli partecipi. Mi rendo conto che purtroppo tante volte la politica abdica a questo suo ruolo fondamentale”.

A proposito di politica, lei milita in Sel. La sensazione è che ultimamente il vostro partito sul territorio viva una sorta di contraddizione interna: un po' forza di governo, un po' di opposizione… “Credo che Sel debba tornare a svolgere il ruolo per cui è nata: non un partito, ma un soggetto politico unificatore della sinistra. L’impegno, a livello nazionale e locale, dovrebbe essere quello di avviare una riflessione per nuovo soggetto progressista, con una visione chiara del futuro e che abbia alcune parole chiave. La prima deve essere Europa, perché dobbiamo essere consapevoli che se l’Europa non diventa anche un’istituzione veramente politica con pezzi di sovranità nazionale che vengono ripensati, saremo tutti vittime delle speculazioni finanziarie e delle multinazionali. L’altra parola chiave deve essere il lavoro e la produzione, che si sostituisca finalmente ad un’economia basata sulla finanza i cui effetti deteriori e devastanti stiamo tutti pagando a caro prezzo. Infine l’ecologia come riferimento obbligatorio per ogni politica di sviluppo. Sel, dunque, non è il fine, ma qualcosa di più e di diverso. Forse dobbiamo ripetercelo un po’ più spesso”.

Dunque c’è la contraddizione a cui accennavo? O un Sel a due velocità? In Provincia forza di governo, a Grosseto forza movimentista e di opposizione?

“Non parlerei di contraddizioni. Diversa è la sensazione che possiamo aver dato di un partito -come dice lei - a due velocità, a causa di quel che è accaduto nel capoluogo e che è frutto di una incoerenza della politica del centrosinistra. Noi comunque, seppur non a tutti i costi, siamo un partito di governo, nato proprio per dare questa prospettiva ad una sinistra che talvolta ha preferito rifugiarsi nell’opposizione permanente. Siamo un partito che sta nel centrosinistra con l’obiettivo di recuperare la legittimità che la politica purtroppo ha in molta parte perso. Siamo anche un partito giovane e ancora non abbiamo finito di assestarci”.

Secondo lei a Grosseto la rottura si poteva evitare?

“Coi se -come si dice -non si fa la storia. Preferisco guardare al futuro con l’auspicio di una ricostruzione della collaborazione politica col centrosinistra. Posso comunque dire che per molti la mancata alleanza col centrosinistra grossetano è stata una scelta difficile".

A Grosseto la rottura si è consumata sull’apertura del Pd all'Udc. Eppure a Orbetello governate insieme a forze marcatamente di centro, alcune delle quali hanno collaborato a lungo anche con il centrodestra…

“Ogni Comune ha una sua storia. Ad Orbetello si usciva da 15 anni di amministrazione del centrodestra e c’era l’urgenza di cambiare andando oltre i normali confini. Naturalmente il cambiamento non si fa solo mandando al governo lo schieramento opposto, ma segnando soprattutto una discontinuità nei modi e nelle scelte. E’ quello che sta facendo l’amministrazione Paffetti su tanti temi importanti, a partire dalla Tirrenica alla gestione della laguna”.

Laguna appunto, la segreteria provinciale del suo partito è voluta ritornare su quanto affermato da voi in Provincia.

“Mi ha sorpreso, credo sia stata un’uscita un po’ affrettata basata sulla non completa conoscenza dei fatti e sulla mancanza di un’approfondita discussione all’interno del partito. Sulla figura del commissario non abbiamo fatto altro che auspicare la scelta presentata dell’amministrazione comunale dove Sel è parte integrante e determinante della maggioranza; idem sull’impianto a Patanella di trattamento di alghe e altri rifiuti su cui abbiamo espresso perplessità e richiesto la procedura di Via voluta anche dallo stesso Ministero fin dall’ottobre del 2010”.

Tra un anno si vota nel suo Comune, l’Argentario.

“L’Argentario è un Promontorio ma sembra un’isola lontana, tanto è scollegata sul piano economicoculturale dal resto della provincia. E’ un territorio che sta vivendo una fase non semplice, per la quale c’è bisogno di superare il lamento e creare condizioni nuove. Penso soprattutto al turismo, prima fonte di reddito per molti: dalla ricettività ai porti serve un’inversione di rotta, che spinga più verso i servizi e le camere d’albergo e meno sulle seconde case, la rendita o approdi-dormitorio. E poi c’è da far rientrare un po’ di cervelli in fuga, che hanno lasciato l’Argentario e che invece potrebbero dare un grosso contributo al suo risveglio, anche civico e culturale”.

Sembra un programma elettorale…

“Parlo da cittadino di quel Comune attaccato alla sua terra e in questo momento preoccupato per il suo presente e il suo futuro. All’Argentario c’è da costruire uno schieramento di forze che diano davvero il senso di un cambiamento sincero e reale, in tal senso è fondamentale la competenza e la coerenza dimostrata in questi anni da Gente dell’Argentario”.

Sei lei fosse stato un amministratore dell’Argentario come avrebbe gestito il tema della liberalizzazione delle concessioni demaniali e del commercio?

“Premesso che non si può lasciare tutto al mercato, i due temi sono diversi. In merito alle concessioni demaniali, il principio generale che sta alla base della direttiva Bolkestein non si può metterlo in dubbio. Più che chi gestisce le concessioni mi interessa il miglioramento dei servizi, l’occupazione, e le ricadute positive sulla comunità. Fra l’altro come Provincia a breve porteremo in approvazione il regolamento sul demanio idrico, che è improntato nella sostanza ad un criterio non dissimile. Per quanto riguarda il commercio, riferendomi però alla grande distribuzione, ho invece maggiori perplessità sulla liberalizzazione degli orari sia per le implicazioni sul lavoro, ma anche per gli effetti sociali: la ’cultura’ del centro commerciale sempre e comunque cambia irrimediabilmente il concetto stesso di tempo libero e dello stare insieme”.#




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Dino

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Inserito il - 17/01/2012 : 22:04:48  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Dino  Invia a Dino un messaggio Yahoo! Invia a Dino un Messaggio Privato Aggiungi Dino alla lista amici  Rispondi Quotando
Che è l'inizio della campagna elettorale? Mica si vorrà presentare come sindaco, magari con la Gente del querelatore?



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gobbo

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Inserito il - 17/01/2012 : 23:13:30  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di gobbo Invia a gobbo un Messaggio Privato Aggiungi gobbo alla lista amici  Rispondi Quotando
Dino ha scritto:

Che è l'inizio della campagna elettorale? Mica si vorrà presentare come sindaco, magari con la Gente del querelatore?
mai dire mai ,




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Corneil
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Inserito il - 17/01/2012 : 23:25:30  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Corneil Invia a Corneil un Messaggio Privato Aggiungi Corneil alla lista amici  Rispondi Quotando
cosa è la Gente del querelatore...???

secondo me se si schiera qui, va con GDA, come aveva fatto alle precedenti elezioni....
certo..c'è da dire che il PDL... si ritrova ridisegnato....





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WilliamRookwood

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Inserito il - 18/01/2012 : 11:04:13  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di WilliamRookwood Invia a WilliamRookwood un Messaggio Privato Aggiungi WilliamRookwood alla lista amici  Rispondi Quotando
Tutti i partiti e simpatizzanti di partiti mettono comunicati. Molto spesso (per non dire sempre) sono solo chiacchere e proclami al vento, in pieno stile slogan elettorale. Almeno con questa intervista si è letto un pochino di più su un personaggio che, piaccia o no, sicuramente potrebbe avere un futuro in politica, anche all'Argentario. Mi sarebbe piaciuto leggere qualche posizione più definita sulle nostre questioni, ma evidentemente l'intervista era di più ampio respiro.



 Regione Toscana  ~  Messaggi: 214  ~  Membro dal: 23/10/2010  ~  Ultima visita: 01/09/2013 Torna all'inizio della Pagina

ilciclone

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Inserito il - 18/01/2012 : 12:17:29  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ilciclone Invia a ilciclone un Messaggio Privato Aggiungi ilciclone alla lista amici  Rispondi Quotando
Se si vuole candidare a Sindaco dovrà affrontare le primarie.



  Firma di ilciclone 
Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza(D.Alighieri)

 Regione Toscana  ~ Prov.: Grosseto  ~ Città: Porto S. Stefano  ~  Messaggi: 1788  ~  Membro dal: 20/01/2008  ~  Ultima visita: 13/05/2018 Torna all'inizio della Pagina

Erre

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Inserito il - 18/01/2012 : 15:49:06  Link diretto a questa risposta  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Erre Invia a Erre un Messaggio Privato Aggiungi Erre alla lista amici  Rispondi Quotando
Io ciò rinunciato... pe legge 'm papiè così mi ci vogliono tre giorni



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