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di prima mano
Utente Senior
   

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Inserito il - 18/09/2012 : 23:07:24
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Dino!!!!!! Mica sarai di botte?
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maumanno
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Inserito il - 18/09/2012 : 23:32:11
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x DINO, visto che hai la memoria corta (alla tua età può succedere :) ) questa la situazione dell'Italia nella crisi del '92, ci salvammo solo grazie alla svalutazione della Lira. Questo prima dei venti anni peggiori della politica della Repubblica... per questo c'è bisogna di aria fresca, di qualcosa di NUOVO !!!
Anche l'Italia si trovò di fronte al dilemma se intervenire per riportare i conti pubblici entro un sentiero di sostenibilità, oppure scivolare lentamente nell'abisso. L'imperativo categorico era recuperare un minimo di credibilità sui mercati, alleggerire il peso degli interessi che cresceva a ritmo esponenziale facendo volare il deficit. Una spirale infernale, poiché l'alto debito costringeva il Tesoro a offrire rendimenti sui propri titoli che superavano il 12,5 per cento. In questa situazione di grande fragilità partì l'attacco alla lira. L'Europa era in pieno panico da referendum danese, con il rischio che un no alla ratifica del trattato di Maastricht innescasse un effetto a valanga sugli altri paesi. Il mercato prese a sparare alla rinfusa e le monete meno forti furono le prime a cadere sotto i colpi della speculazione: la peseta e la lira, prime tra tutte. La situazione economica italiana – osservò Amato nel presentare il suo governo alle Camere – è di «particolare gravità, sia per la finanza pubblica che per le strutture portanti del sistema. In assenza di correzioni, dietro l'angolo non c'è l'uscita dall'Europa, il rifugio in un'impossibile autarchia, ma il rischio di diventare una Disneyland al suo servizio, arricchita dal nostro clima, dalle nostre bellezze naturali, dalle vestigia della nostra storia e della nostra arte». Con il debito pubblico al 105,2% del Pil (nel 1982 era al 64%), con il fabbisogno che viaggiava attorno al 10,4%, con il passivo della bilancia dei pagamenti di parte corrente in crescita, stavamo attraversando «la più grave crisi dopo quella del 1947, all'epoca di Corbino e Einaudi, quando si discuteva se cambiare moneta, l'inflazione era alle stelle, il paese distrutto». La crisi finanziaria era alle porte. L'antipasto venne servito il 10 luglio con una manovra correttiva da 30mila miliardi delle vecchie lire, con tanto di patrimoniale del 6 per mille sui depositi bancari e postali. Una scelta «dolorosa ma obbligata, e comunque non pari all'alternativa che mi era stata prospettata, quella di aumentare di un punto l'Irpef», sottolinea Amato. Dalla Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi metteva mano alle riserve, aumentava il tasso di sconto, ma per sua stessa ammissione la credibilità del paese sui mercati internazionali aveva ormai toccato il suo minimo storico. Proprio in quelle settimane, Amato giocò la carta della politica dei redditi. L'intesa con le parti sociali che spediva in soffitta la vecchia scala mobile venne raggiunta la sera del 31 luglio. Determinante fu il voto favorevole di Bruno Trentin, che subito dopo partì per le vacanze con la lettera di dimissioni in tasca. «Ricordo bene quel che mi disse Ciampi, con la sua consueta saggezza e lungimiranza. Mi esortò a chiudere in fretta l'accordo con i sindacati. Sarà di fondamentale importanza, aggiunse. Così fu, perchè quando in settembre decidemmo di svalutare, quell'accordo era operativo». Gli eventi si susseguivano con una successione al cardiopalma. Il 4 settembre, all'apertura del mercato dei cambi, la lira crollava a quota 765,50 contro il marco (poi avrebbe raggiunto quota 800). Vano anche l'ennesimo tentativo della Banca d'Italia che portava il tasso di sconto al 15%, un livello mai raggiunto dal 1985. A partire da giugno gli interventi a sostegno della lira avevano raggiunto i 48 miliardi di dollari. E a fine agosto all'asta dei Bot erano rimasti invenduti titoli per 3.300 miliardi. La sera del 13 settembre, Amato comunicava in diretta tv agli italiani la svalutazione della lira «che a conti fatti – rievoca – si attestò tra il 20 e il 25 per cento. Grazie all'accordo di luglio, tenemmo fermissimo il controllo dei costi interni, il che permise alle imprese di guadagnare 20-25 punti veri di competitività».
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di prima mano
Utente Senior
   

Utente Valutato
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Inserito il - 19/09/2012 : 00:10:04
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| maumanno ha scritto:
x DINO, visto che hai la memoria corta (alla tua età può succedere :) ) questa la situazione dell'Italia nella crisi del '92, ci salvammo solo grazie alla svalutazione della Lira. Questo prima dei venti anni peggiori della politica della Repubblica... per questo c'è bisogna di aria fresca, di qualcosa di NUOVO !!!
Anche l'Italia si trovò di fronte al dilemma se intervenire per riportare i conti pubblici entro un sentiero di sostenibilità, oppure scivolare lentamente nell'abisso. L'imperativo categorico era recuperare un minimo di credibilità sui mercati, alleggerire il peso degli interessi che cresceva a ritmo esponenziale facendo volare il deficit. Una spirale infernale, poiché l'alto debito costringeva il Tesoro a offrire rendimenti sui propri titoli che superavano il 12,5 per cento. In questa situazione di grande fragilità partì l'attacco alla lira. L'Europa era in pieno panico da referendum danese, con il rischio che un no alla ratifica del trattato di Maastricht innescasse un effetto a valanga sugli altri paesi. Il mercato prese a sparare alla rinfusa e le monete meno forti furono le prime a cadere sotto i colpi della speculazione: la peseta e la lira, prime tra tutte. La situazione economica italiana – osservò Amato nel presentare il suo governo alle Camere – è di «particolare gravità, sia per la finanza pubblica che per le strutture portanti del sistema. In assenza di correzioni, dietro l'angolo non c'è l'uscita dall'Europa, il rifugio in un'impossibile autarchia, ma il rischio di diventare una Disneyland al suo servizio, arricchita dal nostro clima, dalle nostre bellezze naturali, dalle vestigia della nostra storia e della nostra arte». Con il debito pubblico al 105,2% del Pil (nel 1982 era al 64%), con il fabbisogno che viaggiava attorno al 10,4%, con il passivo della bilancia dei pagamenti di parte corrente in crescita, stavamo attraversando «la più grave crisi dopo quella del 1947, all'epoca di Corbino e Einaudi, quando si discuteva se cambiare moneta, l'inflazione era alle stelle, il paese distrutto». La crisi finanziaria era alle porte. L'antipasto venne servito il 10 luglio con una manovra correttiva da 30mila miliardi delle vecchie lire, con tanto di patrimoniale del 6 per mille sui depositi bancari e postali. Una scelta «dolorosa ma obbligata, e comunque non pari all'alternativa che mi era stata prospettata, quella di aumentare di un punto l'Irpef», sottolinea Amato. Dalla Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi metteva mano alle riserve, aumentava il tasso di sconto, ma per sua stessa ammissione la credibilità del paese sui mercati internazionali aveva ormai toccato il suo minimo storico. Proprio in quelle settimane, Amato giocò la carta della politica dei redditi. L'intesa con le parti sociali che spediva in soffitta la vecchia scala mobile venne raggiunta la sera del 31 luglio. Determinante fu il voto favorevole di Bruno Trentin, che subito dopo partì per le vacanze con la lettera di dimissioni in tasca. «Ricordo bene quel che mi disse Ciampi, con la sua consueta saggezza e lungimiranza. Mi esortò a chiudere in fretta l'accordo con i sindacati. Sarà di fondamentale importanza, aggiunse. Così fu, perchè quando in settembre decidemmo di svalutare, quell'accordo era operativo». Gli eventi si susseguivano con una successione al cardiopalma. Il 4 settembre, all'apertura del mercato dei cambi, la lira crollava a quota 765,50 contro il marco (poi avrebbe raggiunto quota 800). Vano anche l'ennesimo tentativo della Banca d'Italia che portava il tasso di sconto al 15%, un livello mai raggiunto dal 1985. A partire da giugno gli interventi a sostegno della lira avevano raggiunto i 48 miliardi di dollari. E a fine agosto all'asta dei Bot erano rimasti invenduti titoli per 3.300 miliardi. La sera del 13 settembre, Amato comunicava in diretta tv agli italiani la svalutazione della lira «che a conti fatti – rievoca – si attestò tra il 20 e il 25 per cento. Grazie all'accordo di luglio, tenemmo fermissimo il controllo dei costi interni, il che permise alle imprese di guadagnare 20-25 punti veri di competitività».
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Complimenti per il PEZZO, VERAMENTE INTERESSANTE.
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Dino
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Inserito il - 19/09/2012 : 05:12:38
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Ma dal 1946 al 1992 ha governato la sinistra, fammi capì? La DC era di sinistra? Fammi capì!
E l'aria nuova che è venuta dopo il 92 si è mangiata tutto quello che si era riusciti bene o male a sistemare allora. Prima alla fine del mese ci si arrivava, da parecchi anni ormai non ci si arriva più ...
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di prima mano
Utente Senior
   

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Inserito il - 19/09/2012 : 08:25:54
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| Dino ha scritto:
Ma dal 1946 al 1992 ha governato la sinistra, fammi capì? La DC era di sinistra? Fammi capì!
E l'aria nuova che è venuta dopo il 92 si è mangiata tutto quello che si era riusciti bene o male a sistemare allora. Prima alla fine del mese ci si arrivava, da parecchi anni ormai non ci si arriva più ...
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OTTIMA RISPOSTA!!!
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maumanno
Utente Attivo
  

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Inserito il - 19/09/2012 : 08:32:43
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Dino, l'articolo neanche l'hai letto... fino all '82 l'Italia aveva un rapporto debito/PIL del 64%, l'economia cresceva vicino alle 2 cifre , il problema più grande era l'inflazione e Rossi, Tardelli ed Altobelli ne mettevano 3 ai Crucchi... Non per questo non era già iniziato il gioco di spartizione della torta, questi erano gli anni del "tanto paga Pantaleone"... ed in quegli anni la sinistra, come tutte le altre forze politiche ha preso la sua fetta, sia a livello locale, che a livello regionale, che a livello Nazionale... le scelte per garantire i diritti acquisiti alla Vostra generazione sono iniziate da lì, con lo Stato che fà l'imprenditore, facendo concorrenza sleale alle imprese, con il prepensionamento (ed il baby pensionamento) usato come ammortizzatore sociale e con migliaia di regole che garantivano la Burocrazia e la Gerontocrazia invece che la libera impresa e la cultura del merito... IN QUESTO LA SINISTRA DI OCCHETTO HA AVUTO IL SUO RUOLO alla pari di tutti gli altri Partiti Politici... erano gli anni delle raccomandazioni... poi seguiti da quelli ancora più tristi delle VELINISMO (per cui per fare strada era necessario occupare i posti sotto la scrivania invece che sopra)... Purtroppo sono gli anni '70-80 in cui si è iniziato la POLITICA che guardava la prossima tornata elettorale, invece che il futuro della prossima generazione... 3 chi come dice te arrivava a fine mese, si accontentava e ha smesso di preoccuparsi per il futuro... ORA SI PAGA IL CONTO e purtroppo tocca a noi nuove generazioni !!!
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tarzan
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Utente Valutato
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Inserito il - 19/09/2012 : 12:52:22
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| maumanno ha scritto:
| Dino ha scritto:
| maumanno ha scritto:
| Dino ha scritto:
Io ho almeno degli ideali, voi che avete? Gli interessi? 
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Eccone un altro che pensa che gli ideali e la cultura siano esclusive di sinistra. Famiglia, lavoro e la cultura, soprattutto quella imprenditoriale, sono valori di cui vado fierissimo, se tu li chiami interessi sei affetto da grave forma di miopia, la stessa che ti porta a condividere i valori di quei Comunisti con il Rolex al polso che nei salotti parlano di lavoro (degli altri) e di equità sociale... Per favore fatevi una domanda: state consegnando alle generazioni future, ai vostri figli, un'Italia migliore di quella che avete ricevuto? Vedete per loro un futuro come quello che avreste sognato? Beh questo è il mio valore più grande, lavorare per dare a mio figlio la possibilità di realizzare quello che sogna nel paese in cui è nato...
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Voi di destra che, in vent'anni avete mandato fallita l'Italia, avete pure da parla' ...
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Non è una questione di destra o sinistra... per me la questione è generazionale ... la domanda giusta per me è "voi 5o/60/70/80enni che ci avete rovinato il futuro, barattandolo con Vostri diritti acquistiti... ancora vi permettete di voler decidere per noi e per le generazioni dopo di noi? Ma fatemi il piacere non fate la morale a me... guardatevi piuttosto allo specchio e riconoscete di AVERE FALLITO, FATE UN FAVORE ALL'ITALIA E FATE UN PASSO INDIETRO... tra un baldo 40enne con energia ed idee da vendere ed un sessantenne che ha sempre vissuto di politica per me non c'è neanche da scegliere e a f...ulo non deve andare il 40enne !!!
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quindi anche i suoi genitori e nonni
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| se nulla potrà far che si rinnovi all'erba il suo splendore e rinverdisca il fiore della sorte funesta noi ci dorrem ma più saldi in petto godrem di ciò che resta (dal film splendore nell'erba) |
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Dino
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Inserito il - 19/09/2012 : 13:32:38
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| maumanno ha scritto:
Dino, l'articolo neanche l'hai letto... fino all '82 l'Italia aveva un rapporto debito/PIL del 64%, l'economia cresceva vicino alle 2 cifre , il problema più grande era l'inflazione e Rossi, Tardelli ed Altobelli ne mettevano 3 ai Crucchi... Non per questo non era già iniziato il gioco di spartizione della torta, questi erano gli anni del "tanto paga Pantaleone"... ed in quegli anni la sinistra, come tutte le altre forze politiche ha preso la sua fetta, sia a livello locale, che a livello regionale, che a livello Nazionale... le scelte per garantire i diritti acquisiti alla Vostra generazione sono iniziate da lì, con lo Stato che fà l'imprenditore, facendo concorrenza sleale alle imprese, con il prepensionamento (ed il baby pensionamento) usato come ammortizzatore sociale e con migliaia di regole che garantivano la Burocrazia e la Gerontocrazia invece che la libera impresa e la cultura del merito... IN QUESTO LA SINISTRA DI OCCHETTO HA AVUTO IL SUO RUOLO alla pari di tutti gli altri Partiti Politici... erano gli anni delle raccomandazioni... poi seguiti da quelli ancora più tristi delle VELINISMO (per cui per fare strada era necessario occupare i posti sotto la scrivania invece che sopra)... Purtroppo sono gli anni '70-80 in cui si è iniziato la POLITICA che guardava la prossima tornata elettorale, invece che il futuro della prossima generazione... 3 chi come dice te arrivava a fine mese, si accontentava e ha smesso di preoccuparsi per il futuro... ORA SI PAGA IL CONTO e purtroppo tocca a noi nuove generazioni !!!
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Ora che la sinistra di Occhetto abbia avuto le stesse responsabilità di chi ha governato per lustri, ce ne corre ... come fate presto voi di destra a condividere le vostre malefatte e rigirare le frittate... ma andiamo. Avete rovinato l'Italia e continuerete a rovinarla.
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di prima mano
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Inserito il - 19/09/2012 : 17:45:43
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Alle PRIMARIOE VOTANTONIO VOTANTONIO
LA TRIPPA!!!
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ale
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Inserito il - 19/09/2012 : 22:04:44
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....di Pietro????
Eh eh eh!!!!!!!
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maumanno
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Inserito il - 20/09/2012 : 08:54:36
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Ora te invece mi vuoi far credere che la Sinistra è casta e pura? Ora che ci penso, su CASTA mi potresti però convincere !!!
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di prima mano
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Inserito il - 20/09/2012 : 18:50:37
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Sembrerebbe che fra MAUMANNO e DINO sia nato un grande AMORE. Mi ricorda quello di DALEMA e BERLUSCONI ai tempi della BICAMERALE.
State attenti tutti e due perchè questa volta se dovesse nascere un pargolo potrebbe chiamarsi CORNEIL.
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Giuliano
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Inserito il - 20/09/2012 : 20:20:50
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..tra Maumanno-o e Dino-o chi è che fa la donna-a?
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| Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. (Einstein) |
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di prima mano
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Inserito il - 20/09/2012 : 20:26:02
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| Giuliano ha scritto:
..tra Maumanno-o e Dino-o chi è che fa la donna-a?
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T'ASPETTAVO AL VARCO
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Giuliano
Amministratore
    
    

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Inserito il - 20/09/2012 : 20:34:15
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...è stato più forte di me... 
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| Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. (Einstein) |
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