Forum di Monte Argentario punto it - la sobrietà
    Forum di Monte Argentario punto it

Forum di Monte Argentario punto it
Nome Utente:

Password:
 


Registrati
Salva Password
Password Dimenticata?

 

    


Menù riservato agli utenti registrati - Registrati  




 Tutti i Forum
 Politica
 Politica Nazionale
 la sobrietà
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:


      Bookmark this Topic  
| Altri..
Autore Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  

Mauro

Utente Virtuoso




Utente Valutato:
Voti:5



Inserito il - 16/01/2009 : 22:58:03  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Mauro Invia a Mauro un Messaggio Privato Aggiungi Mauro alla lista amici  Rispondi Quotando
La sobrietà dimenticata


di DIONIGI TETTAMANZI da stampa online del 16 gennaio 2009

Specialmente nel momento difficile che l’economia mondiale sta attraversando, con la solidarietà non bisogna dimenticare la sobrietà, che costituisce la via maestra alla solidarietà.

È infatti l’uso corretto e sapiente dei beni la prima forma che realizza una solidarietà piena e consente il dono a mani libere, senza trattenere nulla se non quanto necessario. In queste ultime settimane sempre più spesso si è insistito da molte parti e con grande enfasi sulla necessità di sostenere il più possibile i consumi.

Certo le esigenze della moderna economia vanno in questo senso: se non si produce, se non si vende, se non si consuma, l’economia ristagna. Ma anche qui ritorna il tema della giusta misura: non ci sono forse troppi bisogni inutili, indotti da una pubblicità più che ingannevole?

Dovremmo forse cominciare a riflettere sulla giusta dimensione della crescita economica, perché non si può far crescere all’infinito la domanda di cose, e uso appositamente il termine «cose». Forse gli economisti potrebbero aiutarci a rispondere alla domanda: quanto è giusto crescere? E, ancora, in quali settori è giusto crescere di più? La medicina, la cultura, la ricerca scientifica, l’ecosostenibilità, l’agroalimentare per dare cibo a tutti...

.....Più che preoccuparci genericamente della crescita, urge chiederci perché e come crescere. È in gioco il nostro modello di sviluppo, la sua dimensione veramente e pienamente umana, il suo orizzonte sociale.

È giusto crescere, dunque, ma quale è la giusta misura? Forse nessuno ci sta seriamente pensando, perché ci lasciamo travolgere dal meccanismo irrefrenabile del mercato. Un’economia seria non può non porsi la domanda e cercare la risposta; così come una politica seria.


Siamo disposti a fare insieme una revisione profonda del modello di sviluppo dominante, per correggerlo in modo concertato e lungimirante? Lo esigono, in realtà, più ancora che le difficoltà finanziarie immediate, lo stato di salute ecologica del pianeta e, soprattutto, la crisi culturale e morale, i cui sintomi da tempo sono evidenti in ogni parte del mondo. ...

Per esemplificare ci poniamo qualche domanda. Possiamo sostenere uno sviluppo che non si faccia carico delle esigenze del pianeta: dei popoli poveri ed esclusi dalla mensa imbandita dei Paesi ricchi, dell’ambiente, del risparmio delle risorse naturali?

Questo non significa fermare il progresso economico, ma «ri-orientarlo», significa chiedersi dove stiamo andando e correggere la rotta per raggiungere approdi migliori. Porsi la domanda sul modello di sviluppo e sul tasso di crescita, sulla distribuzione delle risorse ha realmente a che vedere con il progresso e con il benessere di tutti. Non è l’atteggiamento di chi vuol tornare indietro, ma di chi vuole proseguire con assennatezza.

Eppure si tratta di domande che spesso infastidiscono, forse semplicemente perché toccano il cuore della questione. ...







 Regione Toscana  ~ Prov.: Grosseto  ~ Città: porto s. stefano  ~  Messaggi: 4460  ~  Membro dal: 13/07/2008  ~  Ultima visita: 08/04/2012
  Discussione Precedente Discussione Discussione Successiva  
      Bookmark this Topic  
| Altri..
 
Vai a:

Herniasurgery.it | Snitz.it | Crediti Snitz Forums 2000
Questa pagina è stata generata in 0,21 secondi.