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Mauro
Utente Virtuoso
 
    

Utente Valutato:
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Inserito il - 05/02/2009 : 23:31:49
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Quando ti prende la sconfidenza rivengono alla mente alcune considerazioni; le propongo come contributo/provocazione che può valere per l'Italia ma, per molti aspetti, anche per l'Argentario. Che ne dite?
Un Paese senza storia e il dovere di provarci.
C’era una volta un Paese che sapeva attraversare la storia con eleganza: era parte della storia, la anticipava, si assumeva la responsabilità delle conseguenze delle scelte e dei gesti che comportava, sapeva osservarla, capirla, raccontarla.
Oggi questo Paese non sembra esserci più, e nulla lascia intendere che stia per riemergere dall’ombra senza tempo in cui si è nascosto. Siamo un Paese senza storia perché non sappiamo più viverla. O peggio, perché non vogliamo.
Negli ultimi decenni il Paese non si è mosso dalle sue opache abitudini, da una lunga sequenza di giorni quasi tutti uguali. Non ha più scritto la storia, e a volte sembra che non abbia neanche provato a leggerla; non ha saputo sognare, o neppure immaginare il futuro. Come se tutto ci scivolasse addosso senza consistenza: avvolto in una nube di cinismo e disincanto, disillusione e menefreghismo.
Una specie di nebbia della ragione ci avvolge: quello che pare contare ai più sono i saldi di fine stagione negli outlet dove si riciclano gli avanzi delle boutiques, gli episodi di cronaca nera raccontati all’infinito come se fossero misteri, i filmetti che non dicono nulla perché non c’è voglia né di raccontare, né di ascoltare cose serie, e quelle interminabili discussioni che a ogni angolo di strada, in ogni bar, nel salone di ogni parrucchiere, ripropongono in moviola ciò che accade in certi mondi virtuali, a partire dal calcio per giungere ai reality, dove convivono tante palesi contraddizioni.
Intanto la maggior parte dei nostri politici sembrano usciti da un armadio dimenticato in soffitta e parlano di equilibri, ma non sanno proporre progetti, discutono di riforme ma non sono capaci di confrontarsi con un cambiamento e non riescono a indicarci un sogno da realizzare, qualcosa per cui valga la pena lottare.
Sembra consumarsi la vendetta versus il “tutto è politico”, nella maturata convinzione che non a tutte le domande la politica è in grado di dare risposte. Nonostante ciò è il tempo delle responsabilità. Essere protagonisti, di qualcosa, dentro qualcosa, per qualcosa.
E’ il tempo delle scelte. Non nascondiamoci dietro il paravento del buon senso di chi sa che così va il mondo: non è vero; il mondo va dove riesce a spingerlo chi ha il coraggio di provarci.
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