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Mauro
Utente Virtuoso
 
    

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Inserito il - 11/05/2009 : 18:07:18
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MIGRAZIONI: Perchè non discuterne? Provo a lanciare alcune personali riflessioni....
Le recenti decisioni assunte dai nostri governanti in tema di respingimento dei migranti e non ultime alcune farneticanti dichiarazioni in merito al rifiuto di una multietnicità della società italiana indignano quanti pensano di vivere in un paese civile e lasciano basiti per lo stridente contenuto negazionista.
Aldilà degli strampalati proclami si nega un fatto evidente, come giustamente rilevato dalla stessa CEI: l’Italia è, e da tempo, un paese multietnico.
La popolazione residente in Italia è di circa 60 milioni di persone; di questi 4 milioni, grosso modo il 7 per cento, sono immigrati regolari; ad essi vanno aggiunti circa un milione di irregolari. I numeri descrivono, piaccia o no, un fatto innegabile.
A parte gli Stati Uniti, società multi etnica per antonomasia, in Europa, diversi sono i Paesi con un miscuglio di etnie; i principali sono la Francia e la Gran Bretagna. La Francia tende a voler “francesizzare” chiunque arrivi sul suo territorio; tale fatto tuttavia non la preserva da scontri socio-culturali come dimostrano le tensioni nelle banliues dello scorso anno. La Gran Bretagna, al contrario, ha una lunga tradizione di immigrazione di sudditi delle colonie dell’ex impero; questi immigrati hanno mantenuto identità riconosciute pur integrandosi: un insieme abbastanza eterogeneo e, complessivamente, ben amalgamato.
L’Italia invece è un caso ancora diverso, prima di tutto per il record di nazionalità presenti(150); in positivo però si registra la tendenza, da parte di un’immigrazione così composita, ad integrarsi a non formare nuclei compatti. ....
Tra gli immigrati l’etnia più numerosa è quella dei romeni (oltre 600.000): a Torino, per esempio, appartiene a loro la maggior parte delle nuove imprese; mentre a Prato una impresa individuale su 4 è cinese. Anche nella provincia di Grosseto diverse tipologie del lavoro e della imprenditoria sono svolte da immigrati: colf, badanti, infermiere, manovali, tagliaboschi, agricoltori, venditori ambulanti, lavapiatti, pescatori, ecc. Questa comunità, così diversa anche al proprio interno, è ormai indispensabile al funzionamento della nostra società.
Tuttavia quanti si elevano a difensori della integrità etnica e razziale sono pericolosi non tanto per le evidenti contraddizioni demografiche, sociali ed economiche quanto perché le loro affermazioni contrastano con principi fondamentali di ogni società civile: da quello dell’accoglienza a quello della tolleranza, da quello della pace a quello della integrità della persona umana. Bene ha fatto quel grande spirito inquieto di Erri De Luca a ricordare che “….non possiamo respingerli, possiamo solo sporcarci le mani con delle piccole rappresaglie, ma nessuna migrazione di esseri umani può essere arrestata da atti di forza…. se Gesù dovesse rinascere sarebbe in una barca di immigrati, gettato in mare insieme alla madre in vista della costa italiana … ”
Ciò che mi angoscia è che di fronte a tanto ognuno di noi (io per primo) rimane chiuso nel proprio quieto vivere, figlio di un egoismo incapace di capire la forza di un evento che ha cambiato il corso alla storia. Eppure, di fronte a così tanta disumanità, solo 10 anni fa saremmo tutti insorti. Adesso persino Fassino dice che “si può fare” …
Personalmente sono amareggiato da tanti assordanti silenzi e mi piacerebbe che quanto afferma lo scrittore napoletano fosse condiviso anche da coloro che pubblicamente si elevano a rigorosi custodi della fede, salvo poi crearsi una nicchia privata in cui tutto è ammesso.
PSscusatemi se sono lunghe e pesanti, ma ce l'avevo 'ncorpo
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