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gozzo
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 30/10/2010 : 10:46:28
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LA LEGGE CONTRO IL RINNOVO DEL DECRETO-LEGGE PISANU Appassionato elogio del wi-fi libero per non scivolare giù dalla modernità Una soluzione per bar, aeroporti, stazioni, treni Frecciarossa. E studenti, imprenditori, innamorati...
Nei caffè italiani è più facile trovare ragazzi seduti davanti a un alcolico che davanti a un computer. Il motivo: i punti di accesso wi-fi sono pochi. Poco più di quattromila, contro i 28 mila della Gran Bretagna, i 30 mila della Francia, i 75 mila degli Usa. Non solo: in Italia è prevista la schedatura degli utenti. Documento d'identità da fotocopiare, come richiesto dal decreto-legge Pisanu, introdotto in seguito agli attentati del 2005 a Madrid e a Londra. La norma scade il prossimo 31 dicembre, e qualcuno vorrebbe rinnovarla così com'è: cattiva idea. Wi-fi significa velocità, mobilità, scambi, conoscenze, informazioni, occasioni. In sostanza, lavoro. Un Paese geograficamente complicato ed economicamente impacciato - qual è l'Italia oggi - dovrebbe sfruttare l'opportunità della connessione libera senza fili. Ma la burocrazia uccide la buona volontà. Davanti a carte e procedure, baristi e albergatori rinunciano, pur sapendo di scontentare i clienti.
La schedatura venne introdotta - e viene tuttora giustificata - come misura antiterrorismo. C'è un particolare: Paesi più esposti di noi hanno rinunciato, ben sapendo che i pericoli non vengono di lì. Negli ultimi cinque anni - da quando ho trovato nella zona wi-fi di Fiumicino il cartello «Servizio temporaneamente sospeso» - ho usato il servizio dall'aeroporto di Budapest, in una piazza di Beirut, davanti a un caffè di Tel Aviv, in una strada di Hanoi, dentro un ristorante di Nairobi, da un parco di Oslo, in uno stadio a Pechino e in diverse università americane. Tutti più incoscienti di noi?, si è chiesto Massimo Sideri su Sette. No. Hanno capito invece che, con certe misure, si fermano gli studenti, gli imprenditori e gli innamorati. Non i malintenzionati.
Per navigare in rete senza fili, in Italia, occorre essere registrati. Possedere una chiavetta Usb, per esempio, che permette - almeno in teoria - di ritrovarsi online in ogni angolo del Paese. Ma gli abbonamenti costano, e le connessioni non offrono sempre quello che promettono: le autostrade a 7 Mb, in un luogo affollato, diventano sentieri di montagna. Il wi-fi libero sarebbe la soluzione per gli aeroporti, le stazioni, il treno Frecciarossa. Tante promesse, ma dov'è?
È possibile che gli operatori telefonici ne frenino la diffusione sperando di vendere più 3G? È possibile, ma sarebbe bizzarro. La connessione è una comodità e un'abitudine; chi apprezza il wi-fi sarà - se non è già - un cliente del 3G. Quindi: più chiavette, più traffico, più smartphones (iPhone, Blackberry, Nokia e compagnia). Tutti più contenti, più veloci e - magari - meno poveri.
Ma c'è il decreto Pisanu, e potrebbe superare il crinale degli anni Zero. I sostenitori del wi-fi libero è bene si diano da fare: Paolo Gentiloni (Pd), Linda Lanzilotta (Api), Luca Barbareschi (Fli), Roberto Rao (Udc), Antonio Di Pietro (Idv). Il ministro Renato Brunetta s'è detto favorevole a «liberare la rete». Tre giorni fa, il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha detto: «È mio intendimento portare la prossima settimana in Consiglio dei ministri una proposta che consenta di superare il decreto Pisanu, liberalizzando il wi-fi, ma garantendo le informazioni che consentono alla magistratura e alla polizia di proseguire le indagini».
Diamogli fiducia: ma non ci deluda. Maroni, nel passato recente, s'è dimostrato abile ad evitare lo scontro frontale con Facebook; e a differenza di alcuni colleghi capisce qual è la posta in gioco. Sarebbe un piccolo segnale in controtendenza, in un momento non facile. Il rischio, infatti, è evidente. Zitti zitti, passo passo, lemme lemme (bunga bunga?) l'Italia sta scivolando giù dalla modernità. Peccato: con la testa, l'occhio e il fegato che abbiamo, potremmo cavalcarla come un'onda, e farci ammirare dal mondo.
Beppe Severgnini 30 ottobre 2010
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Ve l'ho riproposto perché, oltre che chiarire il problema come spesso fa bene Severgnini, rappresenta le nostre contraddizioni. Ora sembrano d'accordo in diversi schieramenti parlamentari a non rinnovare il decreto Pisanu però..... Il solito "però" che non riesce a renderci più moderni e più liberi (ma non governa il popolo delle libertà?), col sospetto (diciamo così) che le compagnie telefoniche facciano pressioni per non liberare il wi-fi. In hotel diamo il wi-fi gratuito, ma la stragrande maggioranza (soprattutto straniera) si chiede il perché della procedura di identificazione e quando spieghiamo che è una misura antiterroristica ....
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mapix
Utente Maestro
  
    

Utente Valutato
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Inserito il - 30/10/2010 : 22:41:52
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| estratto dal commento di gozzo: In hotel diamo il wi-fi gratuito, ma la stragrande maggioranza (soprattutto straniera) si chiede il perché della procedura di identificazione e quando spieghiamo che è una misura antiterroristica .... |
Spero che gli spiegate anche CHI sono i nostri "terroristi".
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taralla
Utente Senior
   

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Inserito il - 30/10/2010 : 23:05:01
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| mapix ha scritto:
| estratto dal commento di gozzo: In hotel diamo il wi-fi gratuito, ma la stragrande maggioranza (soprattutto straniera) si chiede il perché della procedura di identificazione e quando spieghiamo che è una misura antiterroristica .... |
Spero che gli spiegate anche CHI sono i nostri "terroristi".
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è difficile spiegare la cosa soprattutto a britannici e spagnoli, che oltre ad avere preoccupazioni per il terrorismo internazionale comuni ad altri paesi, hanno anche problemi di terrorismo interno (irredentisti irlandesi e baschi), ma che hanno libero accesso al wi-fi.
se un terrorista vuole utilizzare internet per i suoi scopi, non avrà nessuna difficoltà ad esibire documenti falsi. e il terrorismo ha a disposizione degli hacker che, senza nessuna difficoltà, aggirerebbero ostacoli di carattere tecnico-informatico.
la realtà è più semplice. si cerca di limitare l'uso del wi-fi per tema che la rete possa soppiantare la tv (raiset e murdoch.), per tutelare gl'interessi delle compagnie di telefonia e per tenere sotto il controllo il web.
il resto sono scuse.
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