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di prima mano
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Inserito il - 03/04/2011 : 20:20:48
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NUCLEARE NO GRAZIE!!
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di prima mano
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Inserito il - 03/04/2011 : 20:22:12
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In italia l'eolico produce ormai la stessa energia di una grande centrale nucleare.
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Mauro
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Inserito il - 03/04/2011 : 21:46:10
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................PER NON DISTRARRE L'ATTENZIONE
DA REPUBBLICA ONL INE DI OGGI
Fukushima, trovati morti 2 operai scomparsi A vuoto tentativo di fermare fuga radioattivaI cadaveri sono stati recuperati mercoledì scorso e pare siano morti un'ora dopo il sisma. I tecnici della Tepco non sono riusciti a sigillare la perdita di acqua dal nostro inviato PIETRO DEL RE
TOKYO - A giudicare dallo spazio sui telegiornali e dall'onore che gli hanno immediatamente tributato le autorità giapponesi, sono loro i primi eroi di Fukushima: due operai della centrale nucleare scomparsi il giorno del doppio cataclisma, l'11 marzo scorso. Avevano 21 e 24 anni: i loro corpi sono stati ritrovati dopo il drenaggio dell'acqua contaminata che aveva invaso un sotterraneo. Per la Tepco, l'azienda che gestisce l'impianto, sarebbero morti per le ferite multiple riportate, o forse per annegamento. Dall'autopsia, risulta che il loro decesso è avvenuto un'ora dopo il terremoto delle 14:46. Una volta ripescati, i loro corpi sono stati decontaminati, visto che da allora l'impianto ha cominciato a rilasciare dosi enormi di radioattività.
I due operai erano addetti alla manutenzione delle turbine del reattore numero 4 e, secondo quanto ha dichiarato con parole commosse il presidente della Tepco, Tsunehisa Katsumata, sono deceduti "mentre cercavano di proteggere la centrale". Chi saranno i prossimi eroi, ossia le prossime vittime tra i "liquidatori" che da tre settimane lavorano giorno e notte a Fukushima? Sabato, trecento di essi hanno solennemente dichiarato di essere pronti a morire pur di evitare che la catastrofe nucleare in corso assuma proporzioni apocalittiche.
Ieri è intanto andato a vuoto il tentativo dei tecnici di tappare la falla nel reattore 2, considerata responsabile della fuoriuscita di acqua radioattiva che defluisce direttamente nel Pacifico. Hanno riempito il pozzetto di cemento senza poterlo però asciugare completamente. Il passo successivo consisterà nell'iniettare una sostanza altamente assorbente nelle tubature che collegano il pozzo al resto del reattore. L'acqua "pesante" proveniente dal nucleo del reattore si disperde velocemente in mare, ma costituisce comunque un pericolo per i tecnici al lavoro nella centrale.
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Chiomadoro
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Inserito il - 03/04/2011 : 22:15:55
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come si esce da questa situazione ???
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mapix
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 04/04/2011 : 08:54:55
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e` quello il guaio, in queste situazioni sai come ci sei entrato ma non sai come ci uscirai!!!
Intanto ho letto che ci sono un migliaio di cadaveri intorno alla zona della centrale che nessuno puo` e vuol avventurarsi a recuperare e sarebbe anche un problema cremarli come da usanza giapponese, perche` rilascerebbero fumi radioattivi. Il terremoto e lo tzunami non sono stati nulla rispetto al problema della centrale nucleare.
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Chiomadoro
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Inserito il - 04/04/2011 : 09:45:37
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... se costruiscono le centrali come la casa dello studente dell'Aquila.....tanto ci vanno di scartina !!!
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di prima mano
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Inserito il - 04/04/2011 : 17:49:43
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Il mercato europeo Situazione europea del mercato fotovoltaico
Per quanto concerne l’Europa dobbiamo registrare un nuovo record nelle installazioni in Germania: circa 1.150 MW di potenza. Il totale della potenza fotovoltaica installata in Germania a fine 2006 è stato di 3.036 MW. Il governo Merkel sta ripensando, al ribasso, gli importi delle tariffe incentivanti al fotovoltaico. Vedremo, allora, nei prossimi mesi come si evolverà il mercato del paese leader del settore.
In Europa, molto distanti dalla Germania, la Spagna, l’Italia e l’Olanda.
In attesa dell’exploit delle installazioni cinesi, la Spagna sta tuttavia contendendo la terza posizione nel mercato mondiale del fotovoltaico del 2007 agli Stati Uniti (dopo Germania e Giappone). In soli 12 mesi la Spagna è infatti passata da appena 35 MW installati del 2005 ai 110 MW del 2006. Una crescita dovuta in gran parte al Decreto Reale (436/2004) che ha lanciato il conto energia spagnolo che, nella versione attuale, prevede incentivi per il fotovoltaico di 0,44 euro a kWh per 25 anni. L’industria spagnola è lanciatissima e, stando alla società di consulenza Solarbuzz, sono in arrivo progetti per altri 230 MW.
Gli Stati Uniti intanto hanno raggiunto quota 140 MW nel 2006 e dovrebbero attestarsi, secondo Solarbuzz, tra 204 e 235 MW nel 2007.
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di prima mano
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Inserito il - 04/04/2011 : 18:03:39
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“Che senso ha continuare a snobbare il nucleare? Alla fine lo importiamo dalla Francia, tanto vale portarcelo in casa”. Lo sentiamo ripetere come un mantra ogni volta che si tocca la questione dell’atomo. Ma è veramente così? E se lo è, quanto pesa effettivamente l’energia atomica francese sul totale del nostro fabbisogno energetico? Per capirlo basta armarsi di pazienza e fare due calcoli. Partiamo dal “fabbisogno nazionale lordo” e cioè dalla richiesta totale di energia elettrica in Italia. Nel 2009, secondo i dati pubblicati da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, è stato pari a circa 317.602 Gwh (Gigawatt/ora all’anno). Di questi, circa 278.880 Gwh (87,81%) sono stati prodotti internamente, in buona parte da centrali termoelettriche (77,4% delle produzione nazionale) che funzionano principalmente a gas (65,1% del totale termoelettrico), carbone (17,6%) e derivati petroliferi (7,1%): combustibili fossili, in larga parte importati. Il gas, che è la fonte più rilevante nel mix energetico italiano, arriva per il 90% dall’estero, soprattutto da Algeria (34,44% del totale importato), Russia (29,85%) e Libia (12,49%). La parte di fabbisogno non coperta dalla produzione nazionale viene importata, tramite elettrodotti, dai paesi confinanti.
In tutto, nel 2009, sempre secondo i dati di Terna, abbiamo acquistato dall’estero circa 44.000 Gwh di energia, al netto dei 2.100 circa che abbiamo esportato. 10.701 Gwh ce li ha ceduti la Francia, 24.473 la Svizzera e 6.712 la Slovenia. Tre paesi ai nostri confini che producono elettricità anche con centrali nucleari. In base ai dati pubblicati dalla Iaea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), la Francia produce il 75,17% dell’elettricità con il nucleare, la Svizzera il 39,50% e la Slovenia circa il 38%. In termini di Gwh questo significa che importiamo circa 8.000 Gwh di energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, 9.700 Gwh dalle centrali svizzere e 2.550 Gwh dall’unica centrale slovena. Quanto pesa quindi il nucleare estero sul fabbisogno italiano? Il conto è presto fatto. Basta dividere i Gwh nucleari importati mettendo a denominatore il fabbisogno nazionale lordo. Si scopre così che solo il 2,5% del fabbisogno nazionale è coperto dal nucleare francese, il 3,05% dal nucleare svizzero e lo 0,8% da quello sloveno.
In realtà, se si considera il mix medio energetico nazionale calcolato dal Gestore servizi energetici (GSE) in collaborazione con Terna, la percentuale di energia nucleare effettivamente utilizzata in Italia è pari ad appena l’1,5% del totale. Se si scompone il dato, si scopre che il nucleare francese pesa per circa lo 0,6% sul mix energetico nazionale. Ma c’è un’altro dato da considerare. Consultando i dati pubblicati da Terna si scopre infatti che l’Italia dal punto di vista energetico è tecnicamente autosufficiente. Le nostre centrali (termoelettriche, idroelettriche, solari, eoliche, geotermiche) sono in grado di sviluppare una potenza totale di 101,45 GW, contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW (picco dell’estate 2007). Perché allora importiamo energia dall’estero? Perché conviene. Soprattutto di notte, quando l’elettricità prodotta dalle centrali nucleari, che strutturalmente non riescono a modulare la potenza prodotta, costa molto meno, perché l’offerta (che più o meno rimane costante) supera la domanda (che di notte scende). E quindi in Italia le centrali meno efficienti vengono spente di notte proprio perché diventa più conveniente comprare elettricità dall’estero.
“E se dovesse succedere un incidente in una delle centrali dei paesi confinanti?”. Beh, non ci sarebbe da rallegrarsi, ma ancora una volta i dati possono esserci (un po’) di conforto. Le tre centrali nucleari più vicine all’Italia sono in Francia a Creys-Malville (regione dell’Isère), in Svizzera a Mühleberg (vicino a Berna) e in Slovenia a Krško, verso il confine con la Croazia. Creys-Malville è a circa 100 Km in linea d’aria dalla Valle d’Aosta, a 250 Km da Torino e a 350 Km da Milano. Mühleberg dista circa 100 Km dal confine piemontese e 220 Km da Milano. Krško è a 140 Km da Trieste. Ammesso che si possa usare come riferimento il disastro di #268;ernobyl‘, in caso di incidente sembra che la più alta esposizione alle radiazioni si verifichi nel raggio di 30-35 chilometri dal reattore. Quindi nelle nostre valli alpine e nelle grandi città del nord si possono dormire ancora sonni abbastanza tranquilli rispetto all’eventualità che si costruisca un reattore dentro i confini nazionali.
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di prima mano
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Inserito il - 05/04/2011 : 16:14:53
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Più rinnovabili e meno nucleare dopo Fukushima Daiichi pubblicato: lunedì 04 aprile 2011 da Marina
Ripensare l’approvvigionamento di fonti energetiche, mentre ancora l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi non si sta risolvendo. Dopo la tragedia che ha colpito il Giappone e la penosa devastazione nel dopo sisma e tsunami dello scorso 11 marzo il mondo ha preso a interrogarsi sulla reale necessità delle centrali nucleari.
Due dati, oltre ogni soglia di emotività, sembrano indicare che l’orientamento mondiale volge verso la ricerca di energie rinnovabili piuttosto che di nucleare. L’indice globale FTSE Cleantech, è cresciuto dell’80% dopo l’11 marzo scorso; l’indice WilderHill New Energy Global Innovation per lo stock di energie alternative ha già guadagnato il 12%. Sembra brutto dirlo, ma purtroppo è quello che si sta verificando: la speculazione si è decisamente orientata alle rinnovabili, in anticipo evidentemente su quelle che potranno poi essere le scelte dei singoli governi. Il che però si rivela una spia su quanto accade nello scenario mondiale.
Indubbiamente stanno giocando il loro ruolo le moratorie sull’opzione nucleare, ad esempio in Germania, Svizzera e nello stesso Giappone, che stanno già programmando il riesame delle opzioni energetiche, volgendosi decisamente al fotovoltaico. La Cina dal canto suo ha reso noto che potrebbe raddoppiare il suo obiettivo per la produzione fotovoltaica. Gli investitori, è palese, mirano a scuotere il mercato portando gli indici di riferimento mondiale al loro punto più alto nei prossimo 14 mesi.
Dice Paul Hanran presidente della AES Corporation a Singapore:
Se il nucleare contribuirà di meno, allora sarà qualcos’altro a dover fare la differenza e potrebbero essere proprio le rinnovabili.
E mentre i colossi mondiali si stanno attrezzando nel dopo Fukushima, l’Europa sembra ancora in fase di analisi piuttosto che di decisione.
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Inserito il - 12/04/2011 : 08:55:06
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Il disastro di Fukushima radiazioni come Cernobyl Incidente nucleare innalzato al massimo livello. Nuova scossa sismica, centrale evacuata 12 aprile, 08:32
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Inserito il - 13/04/2011 : 08:15:03
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Anche peggio... con tutto quello che hanno versato nel Pacifico... 
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di prima mano
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Inserito il - 19/04/2011 : 15:35:30
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gozzo
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Inserito il - 19/04/2011 : 16:53:01
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da spinoza.it
Il governo ferma il nucleare. E io che speravo nel contrario.
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"Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci". (Gandhi)
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Giuliano
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Inserito il - 19/04/2011 : 20:43:11
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Alcuni sondaggi dicevano che il 54% degli italiani sarebbero andati a votare per il referendum e quindi....
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| Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. (Einstein) |
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Inserito il - 20/04/2011 : 08:12:07
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a proposito... prendete materiali... distribuitene... ed "impestatene" tutta l'Italia 
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