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di prima mano
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Inserito il - 07/05/2011 : 13:11:27
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Mentre la Germania accelera sulla svolta energetica e i governi europei discutono di uscita dall'atomo, il nostro Paese è inamovibile. Se per Berlusconi i reattori sono il futuro, l'Enel investe su centrali in Slovacchia e in Romania, dove altre grandi compagnie hanno abbandonato il campo.
Gli “ultimi giapponesi” del nucleare. Sull’atomo il governo italiano e l’Enel sono irriducibili, come quel gruppetto di soldati nipponici nell’isola di Guam che, decine di anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, con i capelli bianchi e i fucili arrugginiti, ancora non sapevano della resa ed erano pronti a combattere per l’ultima battaglia.
Se da un lato Silvio Berlusconi annuncia candidamente che il programma nucleare è solo rimandato per evitare l’impatto dei referendum, dall’altro Fulvio Conti, amministratore delegato dell’Enel, fa sapere che “sul nucleare la macchina non si ferma”: il progetto è sospeso in Italia, ma si continuerà a investire all’estero per migliorare le tecnologie.
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