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gozzo

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Inserito il - 29/01/2009 : 18:11:22  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di gozzo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di gozzo Invia a gozzo un Messaggio Privato Aggiungi gozzo alla lista amici  Rispondi Quotando
il thread sui cibi alterati, mi ha fatto pensare ad alcuni articoli che ho letto ultimamente sugli ogm sulle riviste slow food e tanto per capire il problema ve ne propongo uno degli ultimi, tratto da La Stampa:

Gli Ogm fanno volare i ricavi. E le aziende puntano sulla UE

Monsanto, leader dell’agribusiness, annuncia di aver più che raddoppiato gli utili nell’ultimo quadrimestre finanziario. Sbalorditivo, oggi che le economie dell’Occidente annaspano in una crisi epocale. Eppure, il ricavo netto del colosso industriale è cresciuto da 256 a 556 milioni di dollari. La straordinaria performance è dovuta all’espansione nel mercato Sudamericano, in primis Brasile e Argentina. «La nostra abilità nel far crescere le quote di mercato è dovuta al fatto che siamo un’azienda tecnologica all’interno di un’industria agricola dominata dalle commodities», ha detto il presidente Hugh Grant.

Insomma, la loro fortuna sarebbe dovuta al fatto di fornire un plus-valore tecnologico alle materie prime trattate sul mercato internazionale. Parliamo di semi di soia e mais transgenici, e dell’erbicida Roundup, ad essi legato. Non a caso il mercato latinoamericano è quello in cui gli ogm hanno conosciuto la più vasta penetrazione. In Argentina ci sono 16 milioni di ettari di soia gm, e il Brasile è il quarto produttore mondiale di ogm - per soia, cotone e mais. L’espansione di questa coltura, destinata in gran parte a mangimi animali, procede a discapito della foresta al ritmo di 40 campi da calcio al giorno, perché per essere competitive le aziende devono possedere vaste proprietà, 100mila ettari o più.

Non stupisce, alla luce di tali stratosferici guadagni, che ci siano interessi e pressioni colossali in gioco, considerato che la torta si spartisce tra pochi fortunati (principalmente Monsanto, Syngenta e Pioneer-DuPont). E che il mercato europeo, finora refrattario, sia uno degli obiettivi più ambiti; tanto che il quotidiano inglese The Independent ha denunciato, lo scorso ottobre, l’esistenza di un piano segreto per accrescere la produzione in Europa di piante ogm, basato su una campagna lobbystica senza precedenti.

Il Financial Times ha poi evidenziato come i risultati di Monsanto siano in controtendenza: John Deere, il maggior produttore mondiale di macchine agricole, teme un calo nella domanda per i paesi emergenti, dovuto alle difficoltà per i coltivatori di avere accesso al credito; e negli Stati Uniti, molti analisti si aspettano un crollo dei guadagni per gli agricoltori fino al 42%.
Un ottimo affare gli ogm. È il caso di dire: «per pochi, ma non per tutti».

Tratto da Agricoltura - La Stampa, del 11/01/2009



qui invece un dossier sulle ragioni del no (tratto da slowfood.it)

http://content.slowfood.it/upload/3...-dice-no.pdf






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