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ilciclone
Utente Senior
   

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Inserito il - 28/05/2009 : 14:16:56
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Ho fatto cinque domande ad alcuni candidati locali di centrosinistra per le elezioni provinciali.
Pubblico le risposte di Marco Sabatini e a seguire quelle di Paolo Bracci, mentre attendo ancora le risposte di Matilde Giovani e Ottorino Fanciulli.
Ecco quelle di Marco:
1) Perchè hai accettato di candidarti a queste elezioni provinciali?
La mia scelta, oltre che dalla passione politica coltivata al liceo, all'università e nel mondo del lavoro, nasce da una presa di responsabilità nei confronti del mio territorio e della sua Gente, specialmente quella più giovane. Negli ultimi mesi ho vissuto in Francia e questo periodo di «distacco» mi ha ulteriormente convinto della necessità di continuare un impegno che ho iniziato prima come giornalista e poi in Gente dell'Argentario. Vivendo all'estero infatti si ha una percezione molto oggettiva di quanto avviene quotidianamente e non nascondo le mie preoccupazioni sul futuro di quello che spero continuerà ad essere il mio paese. In un'Italia che sembra aver perso la speranza nel futuro e che mette in un angolo l'uguaglianza tra gli uomini, la solidarietà e la difesa dell'ambiente ritengo infatti necessario riaffermare, anche a livello locale, principi e valori che appaiono ormai completamente dimenticati. 2) Come stai organizzando la tua campagna elettorale e su cosa si sta focalizzando?
Fino a pochi giorni fa la mia «campagna elettorale» si é svolta esclusivamente on line in quanto mi trovavo all'estero. Ho scoperto uno strumento come Facebook, sul quale inizialment e avevo moltissimi dubbi, ma che, se utilizzato con attenzione, é sicuramente un ottimo veicolo di idee soprattutto tra i giovani. Negli ultimi giorni invece la campagna é più concretamente tra la gente: cerco di ascoltare e capire le problematiche che vivono i nostri concittadini e che spesso possono sfuggire. Ho notato una grande voglia di parlare, sintomo di una sorta di desiderio interiore di riscatto e di partecipazione che la vita quotidiana, il lavoro, la routine televisiva riescono certo a sedare ma non a distruggere. Allo stesso tempo cerco di far capire come la penso focalizzandomi su alcuni aspetti che ritengo irrinunciabili: istruzione, sanità, ambiente e lavoro. 3) Qual'è la prima proposta che intendi portare all'attenzione del Consiglio Pro vinciale qualora venissi eletto/a?
La realizzazione di un piano di rilancio dello sviluppo economico che abbia come obiettivo una importante ricaduta dal punto di vista dell'occupazione giovanile e si realizzi attraverso la valorizzazione e la riqualificazione del settore turistico-culturale. 4) Secondo te l'Argentario può giocare un ruolo chiave in ambito provinciale, e come raggiungere questo obiettivo?
L'Argentario di fatto ha già un ruolo importante basti solo pensare alla sua immensa bellezza. Credo pero' sia necessario che le istituzioni provinciali, quindi anche la Provincia, comincino a considerare l'Argentario come una risorsa su cui investire con convinzione. Come tutti i «sud» anche nel nostro caso, troppo spesso si é verificata una certa «trascuratezza» che ha limitato la crescita e lo sviluppo del nostro promontorio e di tutta la provincia. 5) Infine, penso sia inevitabile e doveroso dire due parole anche sull'amministrazione locale, visto che ha due candidati di spicco anche alle provinciali.
Due parole sono poche per chi ha vissuto in prima linea le precedenti elezioni. Non sono affatto stupito dei risultati completamente negativi del primo anno di amministrazione Cerulli. Fare politica pensando esclusivamente al consenso immediato puo' portare alla cosidetta «vittoria» elettorale ma non porta ad alcun risultato se non c'é a monte un progetto ben definito che sappia affrontare con competenza le maggiori problematiche di un territorio. La vittoria di Cerulli di fatto ha rappresentato la sconfitta dell'Argentario. Per questo penso che se saro' eletto cio' non significherà che avro' vinto, la mia vittoria avverrà solo se e quando riusciro' a concretizzare quei principi e quei valori che sono al tempo stesso il punto di partenza e l'obiettivo del mio fare politica.
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