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 Birmania,San Suu Kyi condannata
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Mauro

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Inserito il - 12/08/2009 : 15:10:17  Link diretto a questa discussione  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Mauro Invia a Mauro un Messaggio Privato Aggiungi Mauro alla lista amici  Rispondi Quotando
da dire onlinee

"Questa sentenza non doveva esserci, così come non doveva esserci questo processo e i quasi due decenni di limitazione totale o parziale della libertà del premio nobel per la pace"

ROMA - "Si tratta di una sentenza provocatoria. Le autorità di Myanmar hanno fatto di tutto per far temere che la sentenza fosse più dura e oggi l’errore che non va fatto è quello di accontentarsi di una sentenza che apparentemente è meno forte, meno severa di ciò che si temeva". E' quanto dichiara Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International ai microfoni dell’agenzia radiofonica Econews. "Il punto– continua Noury– è che questa sentenza non doveva esserci, così come non doveva esserci questo processo e non dovevano esserci i quasi due decenni di limitazione totale o parziale della libertà di Aung San Suu Kyi. E' chiaro che questo verdetto è inaccettabile e ha un chiaro obiettivo di estromettere la San Suu Kyi da un periodo fondamentale che nei prossimi mesi porterà a delle elezioni che sono figlie di una costituzione illegittima". Secondo Noury, "è quindi necessario più che mai che la comunità internazionale manifesti la propria completa contrarietà di fronte non solo a questa sentenza ma a tutto un giro di vite che va avanti da anni e anni nei confronti del movimento per la democrazia di Myanmar. Amnesty continua a chiedere il rilascio immediato e incondizionato di Aung San Suu Kyi e auspica che stavolta la pressione della comunità internazionale possa essere più incisiva". Sul possibile ricorso che potranno effettuare gli avvocati della condannata, Noury aggiunge: "Il rischio è che si tratti di una parvenza di procedure eque quando in realtà sono arbitrarie. Quindi il timore di oggi è che questo possa essere un ulteriore aspetto di quella farsa giudiziaria che è iniziata a maggio, ricordiamolo, quando Aung San Suu Kyi in realtà doveva essere liberata dagli arresti domiciliari".







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