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pietrolubrano
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Inserito il - 06/10/2010 : 02:24:19
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pubblico in 3 parti perchè è lungo, ma ne vale veramente la pena, il resoconto del no b day 2 di sabato scorso, al quale abbiamo partecipato, scritto da riccardo del lungo per il sito del circolo idv. Mi sembra un peccato non pubblicarlo, cosi come lo sarebbe non leggerlo: grande Riccardo!
No B. day 2 e il Popolo Viola. Resoconto e retroscena. - Interviste, interventi, impressioni.
Vivere da dentro una manifestazione popolare di questo genere aiuta a comprendere meglio il momento storico nel quale ci troviamo. Ho raccolto varie testimonianze, in certi momenti anche emozionandomi. Cercherò di raccontare tutto senza che la retorica prenda il sopravvento. Solo una cosa voglio premettere: troppo spesso ci si dimentica che il “Paese”, di cui ogni politico si riempie la bocca, non è altro che l’insieme delle persone che lo compongono.
Interviste. Durante il corteo ho avuto occasione di parlare con varie personalità. Le domande che ho fatto sono state più o meno sempre le stesse: quali sono i motivi principali per manifestare, quanto conosce dei problemi del paese e del premier, come si informa, in quanti sono consapevoli di quello che fanno qui, quale futuro c’è per il popolo viola. Da queste semplici basi è partita spesso una discussione più ampia, quasi come se si avvertisse la necessità di espandere gli ordinari argomenti. Seguitemi nella lunga camminata che ci porterà in piazza San Giovanni.
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Pietro Lubrano
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pietrolubrano
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Inserito il - 06/10/2010 : 02:27:12
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La prima a cui faccio domande è un’organizzatrice del Popolo Viola, intenta a fare volantinaggio. Alle domande già citate mi risponde che l’informazione e la cultura in Italia sono limitate, basti guardare tv, giornali e libri di scuola, tutti riconducibili ad un'unica proprietà. Il Popolo Viola cerca di smuovere le acque portando avanti i concetti semplici e immediati della Costituzione, indipendentemente da qualsiasi ideologia politica. A questo punto le chiedo se saprebbe dirmi quante persone presenti sono davvero consapevoli dell’emergenza democratica in cui viviamo. Lei mi risponde che è difficile dirlo in realtà, e che il pericolo più grande è la strumentalizzazione di un movimento sincero da parte dei partiti. Infatti mi confida che due parlamentari, uno del PD e uno dell’IDV, hanno sfruttato la popolarità virtuale dei viola per farsi pubblicità, tanto che alcuni membri del popolo viola sono stati allontanati per essersi prestati a tutto questo (per la cronaca pare ci sia stato uno sfruttamento ingiusto dell’account di facebook). “Fuori…la mafia… dallo Stato!” La seconda persona che fermo è un quarantenne di Napoli. Mi risponde con decisione e freddezza, lasciandosi trasportare solo nel finale. Comincia parlandomi di democrazia malata, incompiuta. La popolazione non è consapevole del male che la attraversa e l’informazione vera è roba per pochi, poiché poco presente sui grandi mezzi di comunicazione (vengono elogiati programmi come report, annozero, il fatto quotidiano e internet in generale). Quando gli chiedo cosa conosce dei mali della politica italiana l’uomo è preso da uno scatto d’impeto. Mi parla in pochi minuti di conflitto di interessi, massoneria (p2 in primis), collusione stato-mafia, acquiescenza interessata delle forze di opposizione. Conclude dicendomi che sono tre i grandi fardelli dell’Italia: mafia, massoneria e il Vaticano. “Dio, puoi dirgli che il capo sei tu?” Poco più in là c’è un gruppo di ragazzi che ridono e scherzano. Appena mi avvicino sento che anche questi sono di Napoli e comincio a parlare con tre/quattro di loro. Anche qui mi parlano di informazione che travia la realtà, individuando nel conflitto di interessi il problema principale. La discussione è vivace, ma si connota anche di un sapore amaro: si parla di camorra. Mi fanno capire quanto sia breve il passo da omertà dell’informazione ad appoggio della malavita organizzata. Mi fanno gli esempi delle discariche abusive e della gestione dei rifiuti, dell’appoggio a Cosentino e della pesante importanza della camorra nei mercati legali. Si strumentalizza la vita della gente per scopi politici personali, appoggiando la stessa malavita che lo Stato dovrebbe combattere. Mi raccontano storie terribili: i territori sono saldamente in mano alla camorra, non puoi governare o fare nulla se lei non lo permette, e le istituzioni scendono ogni giorno a patti. Un ragazzo mi dice che ha una parente giornalista, cronaca locale. Per aver fatto un articolo contro le discariche non esce di casa da 4 mesi per paura di rappresaglie. Mi dicono che la camorra è il mercato, le persone non hanno scelta a meno di sacrifici insostenibili per persone normali. Vedono con favore Saviano, Travaglio, e chiunque altro cerchi di sollevare problemi che altri non toccano. Ci salutiamo con un sorriso, anche se non è stato semplice sorridere. “Fuori…le mafie…dallo Stato!” In mezzo al corteo, dal nulla, appare un senatore Idv che abita dalle nostre parti: Pancho Pardi. Una coincidenza che non posso farmi sfuggire. Le domande principali riguardano le posizioni dell’Idv riguardo l’organizzazione del partito e il rapporto con il popolo viola. Infatti si deve registrare la forte presenza dei sostenitori di questo partito all’interno della manifestazione, in numero superiore rispetto ogni altra formazione politica (per esempio ci sono gazebo che regalano bandiere. Se da un lato può sembrare un modo per sfruttare la situazione, dall’altro si deve ammettere la forte presenza di sostenitori dell’Idv alla manifestazione). Pardi risponde con ordine. Sulla vita dell’Idv parla della necessità di migliorare a livello locale, soprattutto nella qualità delle persone. Infatti dalla parte nazionale, a suo avviso, il partito su muove bene, coerente coi propri principi e deciso nell’opposizione. A livello locale invece questa linea è molto più difficile da seguire, soprattutto per la mancanza di persone di spessore, capaci di gestire un movimento politico. A mio avviso tale ragionamento coinvolge anche coloro i quali hanno interessi di carriera personale, piuttosto che di buona riuscita del progetto politico. Sul popolo viola l’analisi dell’esponente Idv è altrettanto chiara: il movimento viola è una entità fluida, non strutturata, capace di alti e bassi. Al tempo stesso è una emblematica testimonianza della repulsione popolare verso un preciso modo di fare politica. Il proliferare di questo movimento, come anche quello Cinque Stelle di Grillo, sono espressioni di una medesima necessità. I partiti devono aprirsi e dare rilevanza istituzionale alle forze migliori di questa società civile, senza cercare di controllarne il movimentismo, libero e altalenante per sua stessa natura. “Pagaci, pagaci, pagaci la casa…Bertolaso pagaci la casa!” L’ultima persona che intervisto è un esponente dell’associazione nazionale Giuristi Democratici, movimento nato diversi anni fa e varie volte risorto dalle sue ceneri, l’ultima nel 2002. Le mie domande, prima di passare alla manifestazione, si soffermano sul ruolo dei giuristi nella attuale emergenza democratica. Le risposte mi lasciano intendere che il potere tende a riprodurre sé stesso, e la strada della realizzazione personale e professionale, spesso, va di pari passo con il potere. Calzante a tale proposito è il detto da lui citato “le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”. In sostanza, per quanto certe battaglie siano universalmente riconosciute giuste da tutti i giuristi, quelli che poi si impegnano per realizzarle sono in numero limitato. Per questo l’associazione si batte per far comprendere alla cittadinanza che il diritto non è la notizia processuale, non solo, ma soprattutto valori democratici, in primis sanciti dalla Costituzione. Cultura e informazione sono elementi complementari di una democrazia matura, senza l’uno non può esserci l’altra. Tale discorso può essere ampliato al popolo viola. È difficile dire quante delle persone in piazza siano consapevoli, tuttavia un movimento è anche questo, l’importante è che non venga strumentalizzato. Il futuro del popolo viola è legato agli entusiasmi della gente, non può esserci certezza nel suo sviluppo. Oggi, in Italia, questi movimenti non sono rappresentati dai partiti. Loro compito è scrollare le tipiche formazioni politiche, imponendo ai partiti una rottura netta con il passato. “Dimettiti! Dimettiti! Dimettiti! Licenziamoli! Licenziamoli! Licenziamoli!”
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Pietro Lubrano
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pietrolubrano
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Inserito il - 06/10/2010 : 02:30:46
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Interventi dal palco. Il livello qualitativo delle partecipazioni è stato molto alto. Bisogna rendere merito agli organizzatori ed a chi ha partecipato. Raramente si possono ascoltare interventi così passionali e lucidi allo stesso tempo. Cercherò di trasmettervi quanto possibile.
Associazioni partigiane (ANPI). Un richiamo alla vita civile. Chi ha già ascoltato un partigiano (impossibile definirli ex-partigiani) non si meraviglia della forza dei concetti espressi. Parole semplici e immediate, cariche di orgoglio, esperienza e sofferenza. Lotta al fascismo ed alla mafia sono il riassunto e la riaffermazione di ciò che la Costituzione dice da sessant’anni. I due esponenti che parlano richiamano spesso la parola “Paese”. La sensazione è che questa parola abbia perso il suo originario connotato solidale e dignitoso. Sentirla però insieme ad altri termini come lavoro, libertà, onestà, verità, antimafia, antifascismo e resistenza; e sentirla con la voce rotta di un anziano partigiano più vivo di molti giovani, lascia una strana sensazione di cieco impulso ad agire. Raniero La Valle. Importante giornalista, intellettuale cristiano di sinistra, si batte da sempre per la riaffermazione dei valori costituzionali. Il suo intervento è incentrato sulla critica alla legge elettorale vigente, rea di essere strumento di inganno per la democrazia. Egli infatti espone con perizia tutte le contraddizioni di questa legge, nata per favorire un singolo partito con appositi meccanismi, e per consentire ai partiti di negare agli elettori una diretta partecipazione democratica. In poche parole una legge diseguale e contraria allo spirito della Costituzione. La critica si sposta poi sulla gestione del mandato popolare: il voto, plagiato dal meccanismo malato di questa legge, viene visto come un potere assoluto, e non come una funzione servente di tutta la cittadinanza. Conclude dicendo che, politicamente parlando, l’unica scelta attuale è cambiare la legge elettorale e fare nuove elezioni. FilippoVendemmiati. Giornalista e regista, autore del film “È stato morto un ragazzo”. La vicenda del film è un fatto vero: Federico Aldrovandi era un ragazzo di 18 anni, ucciso da alcuni poliziotti, condannati poi in primo grado a 3 anni e 6 mesi. Oltre la tragedia di scandaloso c’è il comportamento dello Stato. Non c’è stata nessuna costituzione di parte civile, con addirittura querela contro gli amici del ragazzo che testimoniavano i fatti, poi accertati dai giudici. Ciò che preme al relatore non è tanto l’infallibilità delle istituzioni, quanto la trasparenza delle sue scelte. Non è possibile che chi dovrebbe garantire le tutele sia invece il carnefice, e si rifiuti poi di ammetterlo una volta scoperto. Ancora più vibrante è la testimonianza di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, altro ragazzo morto in carcere in circostanze poco chiare. Il senso delle sue parole è lo stesso. La verità deve venire fuori, è una questione di dignità umana. Norma Rangieri. Direttrice del Manifesto. L’aspetto saliente dell’intervento riguarda le patologie dell’informazione italiana. Non è vero che sono le logiche del mercato a dettare contenuti e tempi delle notizie. Sono solo scuse. Oggi assistiamo a pantomime, messe in scena per dare solo l’impressione di quello che succede, spesso orientando preventivamente l’opinione pubblica. Minzolini ne sarebbe l’esempio principale. Cita Saviano: “l’informazione è diventata la macchina della paura”. Stefano Rodotà. Intervento di elevata qualità e chiarezza. Il fulcro sta nella dimostrazione che, in questi anni, la politica sia un fronte opposto e parallelo a quello dell’informazione e della cultura. La politica, intesta soprattutto come espressione del potere di governo, travalica i suoi naturali confini comprimendo gli altri campi. L’equilibrio conflittuale fra libertà di informazione e politica c’è sempre stato, ma oggi siamo giunti ad un livello di scontro mai visto. Siamo in presenza di una cosciente pianificazione, tesa a ridurre l’informazione libera e il controllo sull’attività di governo. Ne sono esempi chiari la legge elettorale e gli scandali sulla Protezione Civile s.p.a. Inoltre si assiste ad una regressione culturale nella stessa comunicazione, la quale diventa l’essenza e non più veicolo di contenuti. Sei il fumo che appari, anche senza arrosto (citata a questo proposito la Lega Nord e la diatriba con Roma). Senza sana cultura non può esserci politica. Da qui derivano molti eventi dannosi per lo Stato, come lo scarso interesse per la scuola e gli attacchi alla magistratura. Rodotà conclude chiedendo coerenza, specialmente a chi dice di opporsi a questa emergenza. Il messaggio ai partiti di opposizione è chiaro: se davvero di emergenza democratica di tratta, non si può che reagire uniti. Salvatore Borsellino. L’attesa per questo intervento è tanta e lui, come al solito, non delude le aspettative. Vibrante, duro e commovente allo stesso tempo, le parole di Salvatore sono importanti sia civilmente che politicamente. Si presenta senza dire nulla, con la sola agenda rossa nella mano, mostrata al pubblico come monito. La gente subito grida “fuori la mafia dallo Stato!”. Sembra un po’ come se due vecchi amici si siano salutati alla loro maniera. Le sue prime parole hanno una rilevanza molto politica: attacca il governo e tutti i suoi provvedimenti, riferendosi alle parole di Di Pietro sullo stupro della Costituzione. Borsellino è ancora più caustico: si tratta di uno stupro di gruppo, una banda senza scrupoli che uccide giustizia, lavoro, uguaglianza. È tutto in mano ad un domatore di serpenti. Questo richiamo alle parole del leader Idv potrebbero ricucire lo strappo avvenuto in occasione della candidatura di De Luca? Non saprei, ma di sicuro il fronte delle agende rosse spinge per la verità sui fatti delle stragi del ‘92/’93, e trova quindi insopportabili le continue aggressioni alla credibilità ed ai principi fondati del nostro Paese. Questi atti si dimostrano in ogni scelta del governo e del premier: il ponte di Messina e la Salerno-Reggio Calabria sono cantieri che foraggiano la malavita (a Messina, dice Borsellino, si vuole costruire un ponte tra mafia e ‘ndrangheta); i rapporti con Gheddafi sono fonte solo di discredito; gli insulti alla Costituzione sono insopportabili, così come vedere che la Lega Nord, partito che da sempre ha negato l’unità dello Stato, regge le sorti del governo. Tutto questo si riflette nell’allergia di Berlusconi al confronto con le proprie responsabilità, e nella sistematica mortificazione della verità. Definire Mangano un eroe è un insulto ai magistrati morti per mafia. I giudici di Palermo, Caltanissetta e Firenze stanno cercando di completare un lavoro che va avanti da più di 15 anni. È tempo che da Dell’Utri si passi anche agli altri responsabili. Il trasporto aumenta quando Salvatore Borsellino cita Calamandrei sui partigiani: “Essi sono morti senza retorica, come se fosse stato un lavoro quotidiano, per la libertà e la dignità. Hanno avuto il compito più ingrato: quello di morire. A noi resta il compito più facile: fare leggi oneste, chiare, giuste. È poco in realtà, ma non dobbiamo tradire i nostri morti”. L’intervento si chiude nell’unico modo in cui poteva concludersi. Un grido: resistenza, resistenza, resistenza!
Impressioni. Difficile dare un giudizio finale. Nel complesso la manifestazione si può dire riuscita, per quanto la presenza quantitativa è stata sensibilmente minore rispetto l’anno scorso. La qualità degli interventi e l’organizzazione sono state ottime, era impossibile fare di meglio. Merito al Popolo Viola. Per quanto riguarda la partecipazione politica da segnalare è la forte presenza dei sostenitori Idv, richiamati anche dal palco per l’eccessiva presenza di bandiere, seguiti da Sel con Vendola, Rifondazione Comunista, e una piccola rappresentanza del Pd. Non sono mancate le note di colore come i separatisti sardi, oppure un gruppo di ragazzi che non si sono mai schiodati dal camioncino con la musica da rave. Incoraggiante sia l’età media dei presenti (credo si attesti sui 25-30 anni), sia il livello di informazione e conoscenza delle tematiche trattate. La sensazione, forse solo mia, è che all’impeto movimentista e reazionario dei primi tempi si sia sostituita una consapevolezza di responsabilità, a metà fra sfiducia nei partiti e richiesta di essere ascoltati. Non sono mancati gli slogan popolari e i vaffanc**o, ma dalle facce traspariva più una seria richiesta di onestà piuttosto che la soddisfazione temporanea dell’essere contrario al potere. Non è cosa da poco.
Riccardo Del Lungo Circolo Idv Argentario
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Pietro Lubrano
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Dino
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Inserito il - 06/10/2010 : 05:14:01
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Intervento tecnico: Non sto a leggere questi tre papier, perché sinceramente non ho tempo, non che non siano interessanti ... se li avete scritti di mano vostra, va benissimo, ma se avete fatto copia e incolla, vi suggerisco di mettere il link la prossima volta ... 
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arabesque
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Inserito il - 06/10/2010 : 08:42:09
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Grandi ragazzi! Lo sapete che con il cuore ero lì... la sciarpetta viola, a Palazzo Reale, non l'ho mai tolta!
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n/a
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Inserito il - 06/10/2010 : 11:52:23
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E' farina del loro sacco...
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pietrolubrano
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Inserito il - 06/10/2010 : 12:41:58
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si leggono in 5 minuti...suggerisco di stamparli e portarteli al bagno come lettura la mattina dopo il caffè, per non togliere tempo...tra l'altro se nn ti piacessero avresti anche facoltà di farne altro uso...;-) xkè mai dovrebbe essere copiatoeincollato? ho scritto nome e cognome dell'autore, che è stato tutto il tempo al corteo a prendere appunti per poi rielaborare questo racconto...ancora nn è uscito da nessun altra parte, era una anticipazione che volevo condividere con gli utenti del forum, dopo aver chiesto se potevo a riccardo. Proprio perchè ne vale la pena. Noi non si copia niente da nessuno! ;-) ciao!!! :-)
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mapix
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Inserito il - 06/10/2010 : 12:57:13
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Bel lavoro, personalmente lo incoraggio anche a livello locale, dato che siamo molto carenti riempirebbe un grande vuoto 
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Dino
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Inserito il - 06/10/2010 : 13:32:17
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| pietrolubrano ha scritto:
si leggono in 5 minuti...suggerisco di stamparli e portarteli al bagno come lettura la mattina dopo il caffè, per non togliere tempo...tra l'altro se nn ti piacessero avresti anche facoltà di farne altro uso...;-) xkè mai dovrebbe essere copiatoeincollato? ho scritto nome e cognome dell'autore, che è stato tutto il tempo al corteo a prendere appunti per poi rielaborare questo racconto...ancora nn è uscito da nessun altra parte, era una anticipazione che volevo condividere con gli utenti del forum, dopo aver chiesto se potevo a riccardo. Proprio perchè ne vale la pena. Noi non si copia niente da nessuno! ;-) ciao!!! :-)
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leggi bene quello che ho scritto, specialmente i caratteri in rosso ... non ho dato nessun giudizio di merito, era solo un suggerimento riferito al database e alla velocità di apertura del forum, non altro ... non ho guardato per niente gli interventi e nemmeno gli autori, appunto per non aver avuto tempo (io impiego più di 5 minuti per leggerli tutti e tre), ho visto solo la lunghezza del testo. Scrivete quanto vi pare ci mancherebbe.
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carlob
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Inserito il - 06/10/2010 : 13:34:39
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Menifestazioni di critiche al governo sono sempre espressione democratica di una voce che non trova il giusto appoggio nelle istituzioni e sono quindi sempre da rispettare soprattutto se portano un contributo di importanti contenuti che a detta di questo reportage non sono mancati. Ho però da sempre non condiviso il titolo di questa manifestazione che, marcatamente ad personam, finisce per mettere in secondo piano i buoni propositi degli organizzatori facendo diventare vittima Berlusconi per una parte del paese. Credo che se avesse avuto un altro nome, con lo stesso contenuto, non solo il messaggio sarebbe comunque arrivato, ma sarebbe sicuramente stato più efficace e sarebbe giunto anche a più persone, anche a quelle che con pregiudizio si sono tenute a distanza da questo movimento. Un movimento spontaneo che denota, per fortuna, una certa mobilità e reazione del paese verso una situazione politica deprimente. Non condivido neanche come il Partito dell'IDV abbia strumentalizzato tale manifestazione facendola propria per pubblicità propagandistica. Essendo infatti un movimento di protesta nato (forse....) spontaneamente e al di fuori della politica era necessario intervenire con bandiere e gadget partitici, come per mettersi in vetrina?
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pietrolubrano
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Inserito il - 06/10/2010 : 14:13:56
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sulla prima parte nn sono d'accordo, penso che il paese sia vittima di berlusconi e del berlusconismo. Ormai da quasi un ventennio. Ed è bene che tutti lo sappiano. Sulla seconda sn d'accordo con te, sarebbe stato meglio tutto viola...però l'idv, cosi come sel, e rif, hanno aderito e partecipato, non hanno mai detto di aver organizzato...so ad esempio che idv ha pagato il palco e sel e rif organizzato dei pullman, ma è normale, legittimo e meno male! se s'aspettano altri qua...nn vedo l'ora che inizi la grande mobilitazione porta a porta promessa dal pd...ma...tutto tace... anzi, come recita questo carinissimo striscione ripreso alla manifestazione, attenzione a non fare rumore! ;-)
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Pietro Lubrano
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guglielmo
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Inserito il - 06/10/2010 : 15:28:19
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La cosa grave e aberrante è che ci sia sempre più bisogno di manifestazione di questot tipo, dovute soprattutto ad un'assordante assenza della cosiddetta "politica seria".
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arabesque
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Inserito il - 06/10/2010 : 16:04:46
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| guglielmo ha scritto:
La cosa grave e aberrante è che ci sia sempre più bisogno di manifestazione di questot tipo, dovute soprattutto ad un'assordante assenza della cosiddetta "politica seria".
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O forse sarebbe il caso di considerare "politica seria" proprio quella che scende in piazza?
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_io_
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Inserito il - 06/10/2010 : 16:26:29
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Non "sarebbe"...è il caso di considerare politica seria quella che scende in campo.....l' abbiamo visto anche nel nostro piccolo....ormai l' unica voce vera, credibile, pulita...è quella della gente comune che protesta perchè non ne può più....
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n/a
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Inserito il - 06/10/2010 : 16:58:59
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Mi ricorda qualcosa...verso la fine del 1700.
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Raskio
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Inserito il - 06/10/2010 : 20:17:59
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| carlob ha scritto:
Menifestazioni di critiche al governo sono sempre espressione democratica di una voce che non trova il giusto appoggio nelle istituzioni e sono quindi sempre da rispettare soprattutto se portano un contributo di importanti contenuti che a detta di questo reportage non sono mancati. Ho però da sempre non condiviso il titolo di questa manifestazione che, marcatamente ad personam, finisce per mettere in secondo piano i buoni propositi degli organizzatori facendo diventare vittima Berlusconi per una parte del paese. Credo che se avesse avuto un altro nome, con lo stesso contenuto, non solo il messaggio sarebbe comunque arrivato, ma sarebbe sicuramente stato più efficace e sarebbe giunto anche a più persone, anche a quelle che con pregiudizio si sono tenute a distanza da questo movimento. Un movimento spontaneo che denota, per fortuna, una certa mobilità e reazione del paese verso una situazione politica deprimente. Non condivido neanche come il Partito dell'IDV abbia strumentalizzato tale manifestazione facendola propria per pubblicità propagandistica. Essendo infatti un movimento di protesta nato (forse....) spontaneamente e al di fuori della politica era necessario intervenire con bandiere e gadget partitici, come per mettersi in vetrina?
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Capisco e comprendo, ma non condivido il tuo punto di visto riguardo il NBD, ancora mi ricordo la discussione dell'anno scorso , quello che però mi domando,e ti domando,come facciamo a far capire alla casalinga di Voghera e amiche, che il suo pupillo, la trasfigurazione umana di cristo in terra, ossia il silvietto nazionale non è quello che a loro sembra? Visto che le TV, magistrature non so bloccate o frenate ma peggio, come facciamo a promulgare il verbo?
Detto ciò,mi domando, ma come è nato il berlusconismo, di chi è la colpa?
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