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gozzo
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 30/12/2010 : 15:35:51
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lo so che è lungo ma è davvero interessante
dal ilsole24ore.com
Saper dialogare è il vero segreto della democrazia
di Giuliano Amato
Una società meno divisa e capace di costruire un futuro comune. È il vero sogno di Natale e di fine anno, ha scritto giorni fa su queste colonne Bruno Forte e io sono d'accordo con lui. Non so se lo sono tutti - sono tanti i malati che s'innamorano della loro malattia - so per certo che la divisione e l'aggressività interna di cui soffriamo non sono una malattia solo italiana, sono il frutto di cambiamenti profondi che hanno investito e pericolosamente adulterato una buona parte delle democrazie avanzate.
Il mese scorso la School of Government della Luiss ha organizzato un seminario internazionale sul tema «Governare le democrazie». Ebbene, le differenze nelle forme di governo a cui attribuiamo così tanta importanza nelle nostre discussioni sulla riforma istituzionale - la differenza fra governi presidenziali e governi parlamentari, o quella fra governi del primo ministro e governi più collegiali - sembravano tutte più o meno irrilevanti davanti alle comuni difficoltà che sono emerse. E le difficoltà sono quelle di conflitti politici, che estraggono dalla società interessi, sentimenti e orientamenti diversi, li radicalizzano facendone bandiere sventolanti di confronto identitario e li rendono così non più componibili.
Né è necessario che tutti si comportino così perché si arrivi, lungo questa strada, alla delegittimazione reciproca, alla paralisi decisionale e alla conseguente corrosione di ogni tessuto comune. Basta che lo facciano parti consistenti del sistema politico. L'esperienza dei primi due anni della presidenza Obama, sottoposta a un'opposizione del genere e dopo un po' ridotta all'angolo dagli stessi elettori, è una prova eloquente di ciò che viene accadendo. Quanto all'Italia, basti dire che chiunque si adopra per trovare ragionevoli soluzioni comuni a problemi comuni è subito accusato di tentato inciucio dalle tricoteuses di entrambi gli schieramenti. E il nome stesso del reato testimonia la povertà culturale di chi lo brandisce.
Che cosa abbiamo fatto per meritarci questo e come ci siamo arrivati? Ci sono ovviamente delle specificità nazionali, ma ci sono anche delle grandi tendenze comuni. La prima investe la religione, un tempo fonte primaria di valori comuni e accomunanti nelle nostre società, che negli ultimi decenni ha visto restringersi la sua presa conformativa dei comportamenti individuali e collettivi e ha reagito accentuando l'intransigenza dirimente delle sue posizioni. Ciò sta accadendo nelle società europee e ancora di più nella democrazia americana, dove la libertà stessa e la civile convivenza dei cittadini poggiavano sulla guida morale che la religione manteneva salda nelle loro coscienze (se n'era subito accorto Tocqueville e lo ha poi insegnato John Dewey), e dove oggi fioriscono i fondamentalismi religiosi che sfidano e condizionano la politica. Col che, lungi dallo stemperare il confronto in nome di un bene comune, la religione contribuisce a esasperarlo.
La seconda grande tendenza riguarda l'indebolimento dei partiti, così come li avevamo conosciuti nel secolo scorso in particolare in Europa. Per decenni essi avevano reso possibile il governo delle nostre società, rappresentando i tanti e diversificati interessi cresciuti all'interno di queste, ma anche filtrando le domande di ciascuno e riconducendole a una visione comune, che essi portavano nelle sedi istituzionali con un personale preparato a farlo. Poi certo si sono ossificati e hanno perso il loro stesso bacino di coltura in società d'individui sempre meno organizzabili nei collettori politici tradizionali. Ma la loro funzione di rappresentanza e insieme di filtro è rimasta come un bisogno sempre più insoddisfatto.
E qui si è inserita la terza grande tendenza del nostro tempo, quella che, attraverso i mass media, ha sostituito all'organizzazione la comunicazione politica, connettendo direttamente agli elettori e più in generale alla pubblica opinione chi aspira all'elezione o già è stato eletto.
È venuta meno così la discussione che in seno ai partiti metteva a confronto e riconduceva a denominatori comuni i vari interessi, è venuta meno la formazione che essi fornivano al governo degli affari collettivi, si sono drasticamente semplificati i messaggi politici (i mass media non tollerano la complessità del ragionare) e in questo contesto chi gioca la carta dell'estremizzazione gioca la carta vincente. Si aggiunga infine che le tre tendenze hanno interessato le nostre società nel momento in cui queste si sono venute aprendo ad altre etnie e ad altre religioni, aumentando le diversità e i conflitti che la politica può usare per dividerle. Come uscirne? Di sicuro non possiamo uscirne all'indietro e quindi il ruolo positivo a cui assolvevano i vecchi partiti non deve portarci ad averne nostalgia, non solo per i guasti di cui essi si resero responsabili nella loro fase declinante, ma anche perché ripristinarli com'erano sarebbe comunque impossibile. Mentre è largamente inutile - lo accennavo all'inizio - lanciarsi in riforme dei vertici istituzionali, che non arriverebbero a toccare le radici del male.
Il male è curabile se lo mettiamo a fuoco così come invita a fare Amartya Sen, quando scrive (Identità e violenza, Laterza 2006) che l'Occidente identifica la democrazia con le elezioni, ma il cuore di essa è il processo di discussione e di amalgama degli interessi, sul quale l'Oriente ha molto da insegnare. Non so se lo dobbiamo imparare a Oriente o a Occidente, ma di sicuro quel processo è essenziale ed è esattamente quello che ci stiamo perdendo. Andiamo a votare sulla base di sentimenti esasperati ed eleggiamo esperti non in governo, ma in esasperazione.
Più dell'ingegneria costituzionale può allora servire l'ingegneria sociale in funzione costituzionale, la promozione cioè di sedi e di occasioni che consentano ai cittadini di discutere in modo informato e ragionato dei temi che li riguardano. Si chiama in inglese "deliberative democracy", ci sono dei professori che la organizzano in via sperimentale, va resa prassi costante della politica e possono impegnarsi a farlo le associazioni volontarie, le istituzioni locali e, perché no, gli stessi partiti. Hanno ancora ramificazioni territoriali e possono usarle per qualcosa di meglio che non raccogliere voti o firme nei gazebi.
Ma serve non meno ricondurre l'etica all'etica e quindi rinunciare all'ubris, all'eccesso, nell'affermazione dei propri valori. Quando il nostro Presidente chiede di abbassare i toni, il problema non è solo di volume, ma di disponibilità a verificare la propria verità insieme agli altri e non contro di loro. Le religioni che ormai convivono nelle nostre società concordano nel dirci che siamo tutti figli dello stesso Dio. E cos'altro dovrebbe significare, se non aprire la strada al nostro sogno di fine anno?
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Fidel
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Inserito il - 30/12/2010 : 21:02:03
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si, il problema è l'autore e con chi ha dialogato lui nella sua carriera masson...ehm , politica... è di per se indicativo nell'interpretazione dei contenuti, che trovo comunque scolastici e....diciamo che sembra uno che vuole mettere le mani avanti perchè sa che gli daranno dell'inciucione / inciuciatore in vista di larghe alleanze centriste o bipartisan, conconi insomma.... ( sto parlando sempre di Giuliano Amato)
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mapix
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 31/12/2010 : 04:42:09
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Si chiama Giuliano Amato e se dice tutte queste ca**ate le si indicano come autorevoli ed interessanti.... se le dicesse uno str**zo qualsiasi... la meglio critica che ricevebbe sarebbe... "ma che hai svinato"?????
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stefanobread
Utente Attivo
  

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Inserito il - 31/12/2010 : 07:20:17
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Si, infatti quando ci ha messo le mani in tasca e ci ha "rubato" una tantum dai conti correnti, ha dialogato parecchio.... ha detto solo " mettetevi a 90° che ve lo..  
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| L'unica certezza è che non ci sono certezze... |
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gozzo
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 31/12/2010 : 09:33:17
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ci gioco la testa dell'admin, che se non mettevo l'autore i commenti erano diversi

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mapix
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 31/12/2010 : 09:55:58
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Mi sa` di no, altrimenti ti giocavi la tua di testa  
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Mauro
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Inserito il - 31/12/2010 : 11:53:44
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Una società meno divisa e capace di costruire un futuro comune....
Sono però convinto che l’unità non è un valore di per se stesso, (casomai uno speciale strumento “moltiplicativo ed amplificativo” di valori). Lo è veramente quando accomuna persone singole o in forma associata che condividono principi, ideali, e sono caratterizzate da una condivisa vision.
La seconda grande tendenza riguarda l'indebolimento dei partiti….
Concordo.
.. la terza grande tendenza del nostro tempo, quella che, attraverso i mass media, ha sostituito all'organizzazione la comunicazione politica...
Grave danno: sulla base di tali ragionamenti c’è chi scelto di chiudere gli uffici studi ed incrementare a dismisura gli uffici stampa e comunicazione, come se il comunicare fosse più importante del cosa comunicare.
…. Come uscirne?. … è largamente inutile - lo accennavo all'inizio - lanciarsi in riforme dei vertici istituzionali, che non arriverebbero a toccare le radici del male
Non mi piace questo cerchiobottismo e non solo perchè Amato, è stato il primo consigliere del principe Craxi. Ok il dialogo, Ok il confronto, Ok l’approfondimento; non foss’altro perché sostengo che il modo migliore per iniziare a confutare le proprie opinioni sia un bel secondo me,. Ma, per favore, No ai maghetti di palazzo, ai furbetti del quartierino, agli astuti giocatori dei due forni ed quelli che pensano la notte come fregare il compagno di banco.
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mapix
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 31/12/2010 : 12:41:32
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Abbattere il potere (ovunque sia) e` l'unica soluzione per l'emancipazione, ma non lo sentirete dire da chi ne e` privilegiato e fa` discorsi uguali alle omelie dei vescovi (per stile e per scopi).
Il sogno del nuovo anno? Io ho il piu` gettonato al mondo: Che spariscano di botto tutti i "lor signori" assieme all'anno vecchio.
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gozzo
Utente Maestro
  
    

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Inserito il - 31/12/2010 : 17:40:41
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| mapix ha scritto:
Abbattere il potere (ovunque sia) e` l'unica soluzione per l'emancipazione, ma non lo sentirete dire da chi ne e` privilegiato e fa` discorsi uguali alle omelie dei vescovi (per stile e per scopi).
Il sogno del nuovo anno? Io ho il piu` gettonato al mondo: Che spariscano di botto tutti i "lor signori" assieme all'anno vecchio.
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perché ce l'hai con Mauro?

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mapix
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Inserito il - 01/01/2011 : 00:20:27
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Non hai capito proprio niente.... non ce l'ho con Mauro... ce l'ho con i lor signori tipo Amato... Mauro lo considsero uno st***zo qualsiasi come me ed anche un amico, oltre che persona seria. Praticamente tra i pochi democristiani che ci si puo` parlare. Any way... Buon anno!
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ilciclone
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Inserito il - 02/01/2011 : 15:43:53
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Intanto il confronto e il dialogo e il sale della democrazia, e bisogna avere il coraggio di confrontarsi con tutti, senza pregiudizi. Capisciamme!!
Per quanto riguarda poi gli accordi coi singoli, bene nel principio ma non nella sostanza. Mi spiego: da diversi anni abbiamo visto le liste civiche crescere e moltiplicarsi come i funghi e bisogna certamente tenerne conto, perche' la lista civica puo' esprimere anche idee e persone della societa' civile che non vogliono essere legati ai partiti. Anche se poi vediamo che le liste civiche hanno decisamente una tendenza politica, e tante persone che vi fanno parte sono iscritte o legate a qualche partito. Il fatto poi che alcune liste civiche si dicono apartitiche e mettono dentro di tutto, dalla estrema sinistra all'estrema destra, poi vediamo come vanno a finire. Quindi va bene una lista civica, ma deve essere omogenea.
Pero' quanto puo' durare una lista civica? Tanto o poco, a seconda dei casi, ma non per...l'eternita'. Anche perche' se qualcuno dei....fondatori carismatici abbandona, il movimento tende a sgretolarsi rapidamente.
I partiti invece, pur con tutti i loro difetti, sono sempre esistiti e sempre esisteranno. I partiti sono composti da persone, che a volte possono essere affidabili e a volte no, quindi si decide di dargli o non dargli il voto anche per questo, soprattutto per le persone che ci sono dentro e non per....la fedelta' al partito stesso. Naturalmente parlo a livello locale. Quindi il partito lo fanno le persone, non e' un ente astratto e pericoloso da cui si deve stare alla larga, ma tutt'altro.
Anche per questo stiamo cercando di ricostruire il PD locale che ormai ha raggiunto il fondo. Per carita' con tutto il rispetto per chi lo rappresenta ora. Ma e' arrivato il momento di cambiare. Non si puo' andare avanti cosi. E comunque il discorso di ripensare i partiti e' un problema a livello nazionale e non solo locale. Devono essere strutture molto piu' elastiche e aperte alla societa' civile, e soprattutto con precise identita' e valori di base.
Quindi va bene anzi benissimo liste e movimenti civici perche' rappresentano una fascia rilevante dell'elettorato LOCALE, ma queste non devono avere pregiudizi per i partiti, se questi sono formati da persone a piombo e hanno programmi validi. E ritorniamo al tema iniziale del confronto e dialogo.
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mapix
Utente Maestro
  
    

Utente Valutato
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Inserito il - 02/01/2011 : 18:47:49
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Abbi pazienza ma... tutti parlano di dialogo ma... forse "so` io duro di comprendonio" perche` non ho ho ancora capito di cosa dialogano e di cosa intendono dialogare. Recentemente in qualche occasione ho partecipato con altri a promuoverli un paio di dialoghi aperti, ma abbiamo dovuto dialogare in 6 (fisicamente) piu` le opinioni telematiche di qualche altro fuori zona, nessun dialogatore ci ha minimamente preso in considerazione. Pazienza... continueremo a dialogare (arrivando ai punti) e a proporne, cosa vuoi che ci puo` succedere mai... al peggio... continueremo ad essere in 6 e "buonanotte suonatori"  Insomma... da un paio di anni a questa parte, tutti vogliono dialogare, ma su cosa... difficilmente si sa`, e soprattutto non si sa` per quale obbiettivi precisi da raggiungere si voglia dialogare. Una cosa e` certa, piu` qualsiasi organizzazione e` verticistica, meno permette il dialogo e ancora meno lo ritiene cosa da fare "all'aperto", e cio` non e` una mia opinione, ce lo abbiamo davanti al muso tutti i giorni e a tutti i livelli, dal paesino alle coalizioni internazionali. Scaramanticamente per te, non ti faccio gli auguri, visto che l'ultima volta che te li ho fatti, viste le novita` che annunci, non ti sono stati di buon auspicio.
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