08-10-09 BERLUSCONI: ROSY BINDI, HO REAGITO IN NOME DI TUTTE LE DONNE
(ASCA) - Roma, 8 ott - ''Ringrazio per la solidarieta' alla mia persona''. Il giorno dopo le parole di Berlusconi che l'ha definita ''piu' bella che intelligente'', Rosy Bindi ha ricevuto espressioni di solidarieta' da molte donne parlamentari ma non solo. Raggiunta da Radio Popolare la Bindi ringrazia per questo e aggiunge: ''Ci tengo a precisare che ho reagito non per difendere me dalle offese di Berlusconi, che non mi sfiorano minimamente, mi sono sentita di reagire -spiega- perche' penso di doverlo fare in nome di tutte le donne. Questo presidente del Consiglio ha una concezione strumentale delle donne, veicola messaggi pericolosi a questo paese ed e' arrivato il momento -conclude la Bindi- che le donne reagiscano davvero''.
Fonte: www.asca.it
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"Più alto che educato" - Le prime repliche al premier arrivano in mattinata. Giovanna Melandri, responsabile Cultura del Pd, non usa mezzi termini e risponde a tono a Silvio Berlusconi: "Questa volta, il presidente del Consiglio ha dimostrato di essere più alto che educato", dice aggiungendo che "una giornata non proprio felice" ha fatto perdere al premier "ogni freno inibitorio". Ma l'ex ministro delle Politiche Giovanili non è la sola a intervenire. Marina Sereni, vicepresidente dei parlamentari del PD, alza il tiro, sottolineando che le offese di Berlusconi sono "un insulto alla buona educazione, alla vicepresidente della Camera, a una democratica e alle donne". Offese gratuite che "dimostrano ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, tutta la pochezza della concezione che Berlusconi ha delle donne", commenta Anna Finocchiaro, aggiungendo che "la profonda volgarità dell'attacco a Rosy Bindi parla da sola". Un Berlusconi semplicemente "sguaiato", per Barbara Pollastrini.
Vi invito a condividere il comunicato delle donne della FISAC CGIL: SOLIDARIETA’ A ROSY BINDI
“LEI E’ PIU’ BELLA CHE INTELLIGENTE. NON MI INTERESSA NULLA DI CIO’ CHE ECCEPISCE”
Queste le vergognose parole che ieri sera, nel corso di Porta a Porta, Silvio Berlusconi ha rivolto a Rosy Bindi, vicepresidente della Camera.
Nessuno degli uomini presenti, oltre a Castelli e Alfano c’erano anche Casini e l’editorialista della Stampa Barenghi, hanno avuto il coraggio e il buongusto di intervenire e stigmatizzare una frase così oltraggiosa nei confronti di una donna, l’unica presente.
Come donne Fisac desideriamo esprimere la nostra solidarietà all’onorevole Rosy Bindi e il nostro sdegno per le parole del Presidente del Consiglio che ancora una volta, ce ne fosse bisogno, rappresentano perfettamente la considerazione e l’idea di donna che questo governo esprime.
La donna accettata e riconosciuta solo se sessualmente appetibile, unico requisito necessario per essere rappresentative e rappresentate, per poter accedere al grande circo della televisione e di questa politica.
Rosy Bindi si è difesa da sola: “EVIDENTEMENTE IO SONO UNA DONNA CHE NON E’ A SUA DISPOSIZIONE”
Sappia Silvio Berlusconi che Rosy Bindi non è l’unica a non essere a sua disposizione: lo sono anche tutte le donne che non vendono il loro corpo né la loro intelligenza al miglior offerente in cambio di favori o cariche politiche.
VERGOGNA!
COORDINAMENTO NAZIONALE DONNE FISAC
ROMA, 8 OTTOBRE 2009
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Rosi Bindi, signore si nasce società di Anna Simone da "L'altro" online
Non uno ma quattro. Prima Berlusconi provato da una lunga giornata che con aria “isterica” e assai poco elegante, dice a Rosi Bindi: «Lei è più bella che intelligente», poi ne arriva un altro con un tasso di celodurismo altissimo, l’ex ministro Castelli che aggiunge: «E’ una zitella petulante». Poi un altro signore, di cognome Bonaiuti, che intervenendo al Bar dello Sport della politica italiana tenta una mediazione degna della situazione: «Sono cose che possono succedere». Infine ancora un altro signore, tale Vittorio Zucconi, che ieri dalle pagine di Repubblica è intervenuto sul silenzio delle donne italiane le quali, secondo lui, digeriscono «senza un conato l’esibizione di disprezzo per loro manifestata dal sultano dell’Harem». Ma di cosa parlano?
E soprattutto a quali donne si riferiscono questi gentili signori attempati? .... Che vuol dire quel volgarissimo «Lei è più bella che intelligente?». E’ un insulto disgustoso ad personam o è il frutto avvelenato maturato in seno ad un premier punito dall’opinione pubblica perché sostiene le “sue” donne considerandole oltre che “belle” anche “intelligenti”? Eppure anche volendola rigirare così, il vero nodo del problema rimane invariato. ... ...
Queste donne sono al di là della querelle costruita attorno all’appellativo, comunque spregevole, “belle e intelligenti”, “belle ma non intelligenti”, “più belle che intelligenti” etc. Il vero sessismo oggi si struttura proprio a partire da questo compiaciuto silenzio dei media main stream, ma non delle femministe, sulle condizioni reali di subalternità al potere del sistema costruito prevalentemente a partire da alcune ossessioni maschili. E Rosi Bindi, pur non essendosi mai dichiarata femminista, pur e
ssendo famosa per la sua instancabile passione politica, è una donna reale senza nessun uomo alle spalle. Solo un partito pieno di uomini, decisamente più fragile e molliccio di lei, che ha sempre sapientemente bacchettato. Per questo e solo per questo, almeno per chi scrive, quella squallida offesa, rinsaldata dall’uso della parola “zitella” di Castelli offende doppiamente tutte le donne reali e parlanti diventando a giusto titolo un problema politico enorme.
Così come è un problema politico enorme il silenzio di Mara Carfagna e di tutte le altre donne del Pdl. E’ sufficiente cooptare una donna come fosse una statuetta del presepio presso la provincia di Taranto per sentirsi “soddisfatte” o è sufficiente dare vita a giornate contro la violenza maschile sulle donne per ritenersi a posto con la coscienza, come nella migliore delle tradizioni delle signore dedite al filantropismo e al chiacchiericcio pomeridiano di ottocentesca memoria?
La risposta va da sé. Ma non riguarda solo la “crisi del maschile”. Non è solo un problema del rapporto che intercorre tra sesso, sessualità e potere. E’ molto di più. E’ l’incapacità di uscire dagli ordini discorsivi dettati dallo stesso potere mediatico costruito ad hoc per “far” parlare le donne. In realtà trattasi di una guerra tra uomini da cui è meglio sottrarsi proprio per riportare al centro del dibattito pubblico quelle “donne reali” di cui nessuno e nessuna parla.
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Borghesia che fu di M.Gramellini da stampa on line
Alla sua Rosy Bindi, che si chiamava Lady Astor e gli aveva appena detto in Parlamento «se io fossi vostra moglie, vi metterei del veleno nel tè», Winston Churchill rispose impassibile: «E se io fossi vostro marito, lo berrei».
Spero sopravvivano in noi gli strumenti per cogliere la differenza fra l’ironia di quel perfido scambio di battute e il sarcasmo becero e sessista di espressioni come quella usata l’altra sera in tv da un altro premier, che pure sostiene di rappresentare lo stesso elettorato di Churchill.
Un premier che ieri ha avuto il coraggio di accusare il Corriere della Sera di non essere più «il foglio conservatore della buona borghesia» senza chiedersi piuttosto che fine abbia fatto quella borghesia. Milanese, perbenista e un po’ ipocrita, ma solida e laboriosa, spazzata via dall’arrivo di una classe di arrampicatori spregiudicati e volgari che il Corriere non lo leggono perché, essendo moderato, non è abbastanza truculento per i loro gusti.
Anche i «buoni borghesi» amavano il piacere e il denaro, ma ne arginavano gli eccessi con l’educazione, senza contrabbandare l’ostentazione continua del proprio interesse privato per sincerità.
«Sentiamo la mancanza del Corriere che fu», ha detto il premier. Io sento la mancanza della borghesia che fu, dal cui ultimo campione raccolsi l’aneddoto su Churchill. Si chiamava Indro Montanelli e lasciò il Corriere negli Anni Settanta, quando era davvero «un foglio di sinistra», per tornare alla base non appena la nuova borghesia trionfante lo ritenne troppo anziano e carico di sintassi per rappresentarla.
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'n s'arrivince a sta` dietro tutti i giorni all'arroganza di sta` "caricacatura" e di tutto 'l su` "concistorio", a benevento ha detto che il 68% degli italiani lo ama, speriamo che e` una delle sue solite balle, altrimenti perdo la fiducia nel genere umano.
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